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mag 22

Sulla scelta della Regione di promuovere il pesce azzurro all’Expo 2015

E’ sconfortante leggere le dichiarazioni sprezzanti del sindaco Guido Castelli sulla scelta della Regione Marche di promuovere all’Expo 2015 il festival del pesce azzurro “Anghiò” che si svolge a San Benedetto del Tronto, piuttosto che un’iniziativa promossa ad Ascoli.

 

Castelli ha perso un’occasione per evitare che il più bieco campanilismo incentrato sulla trita rivalità “Ascoli – San Benedetto” prendesse il sopravvento, imbastendo una polemica che va nella direzione esattamente opposta a quella che tutti vogliamo perseguire, alcuni evidentemente a parole, cioè quella di una promozione del territorio nella sua complessità, perché l’offerta di paesaggi, architetture, benessere non può che essere integrata su scala intercomunale.

 

Seguendo il ragionamento del sindaco di Ascoli, San Benedetto del Tronto e i Comuni della costa si sarebbero potuti lamentare quando nello spot di promozione regionale con testimonial Dustin Hoffman non sono comparse immagini della Riviera delle Palme. Abbiamo compreso infatti che l’obiettivo era esaltare il “valore Marche” nel suo insieme e per la stessa ragione abbiamo plaudito alla scelta di organizzare la mostra “La città ideale” alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e appoggiato la scelta di candidare Urbino capitale europea della cultura 2019.

 

In ogni occasione che l’ha vista protagonista, San Benedetto non ha mai mancato di valorizzare l’intero Piceno: è successo coinvolgendo la città di Ascoli quando si è svolto il test match di rugby “Italia – Isole Samoa” o quando mi sono battuto perché la città partner di San Benedetto nei campionati del mondo di pattinaggio fosse Ascoli quando erano in ballottaggio Senigallia e Roseto o quando organizziamo escursioni per far conoscere tutto il territorio alle tante delegazioni nostre ospiti.

 

In tutti gli strumenti di comunicazione e promozione turistica di San Benedetto, dalle brochure ai video che diffondiamo nelle missioni all’estero, non manchiamo mai di promuovere la città di Ascoli e il Piceno, dal mare alla montagna. Questo perché condividiamo la politica turistica della Regione, che siamo certi si confermerà vincente anche nelle scelte fatte per l’Expo 2015, di promuovere i “turismi” delle Marche.

 

 

Per fare un altro esempio, mi sono battuto per avere a San Benedetto la “Grande Opera” ma quando, per un’incomprensibile decisione, la Fondazione Carisap ha deciso realizzarla a Grottammare, non ho esitato a schierarmi al fianco dell’allora sindaco Luigi Merli. Oggi riconfermo la mia solidarietà a Enrico Piergallini dinanzi alle ultime notizie che sembrano mettere in discussione la veloce esecuzione dell’opera.

 

Evidentemente ragionare in un’ottica di apertura del territorio non è l’opzione scelta da Castelli, che preferisce arroccarsi nel proprio “borgo” utilizzando toni sprezzanti che, oltretutto, denotano scarsa conoscenza del tema (quello del pesce azzurro è un mondo vasto, ancora da esplorare, fonte di cultura: altro che “sardelle”…)

Mi auguro che si sia trattato solo di una caduta di stile dettata dalla foga degli ultimi giorni di campagna elettorale e dal desiderio di catturare la benevolenza di frange estremiste e retrograde dell’elettorato.

 

Auguro alla Città di Ascoli Piceno che chiunque vinca le elezioni sappia essere amministratore autorevole e non autoreferenziale, aperto al territorio e lungimirante perché insieme dobbiamo affrontare sfide grandi che richiedono apertura mentale e culturale. Solo ragionando e operando con questi criteri si può uscire, tutti insieme, dal momento di difficoltà che stiamo vivendo.

 

Giovanni Gaspari