↑ Torna a Programmi

Programma di mandato 2011 – 2016

San Benedetto del Tronto

Questo programma di mandato rappresenta l’impegno che l’Amministrazione intende assumere per dare seguito ad un lavoro già avviato cinque anni fa nell’interesse della città e come risposta ai bisogni dei sambenedettesi. Governare per cinque anni San Benedetto, concludendo l’intero mandato amministrativo, ci ha permesso di entrare in contatto con le tante realtà che la abitano e la animano nei differenti campi: della solidarietà e della cooperazione, dell’imprenditoria e del mondo del lavoro, della cultura e del turismo. Molte linee guida contenute in questo documento sono dedicate a questi interpreti della vita quotidiana e alle eccellenze del nostro territorio. In particolare sono rivolte ai giovani che sempre più chiedono di partecipare alla vita politica perché sentono di poter contribuire al bene comune con le loro idee, energie e competenze nuove. In questo quinquennio sono cambiate molte cose. San Benedetto è diventata la quinta città delle Marche per numero di abitanti con un’attesa di vita tra le più alte d’Italia. Di gran lunga si configura come la città più dinamica del Piceno in termini imprenditoriali. Abbiamo un porto peschereccio tra i maggiori d’Italia e una delle marinerie tra le più valorose. San Benedetto è inoltre la prima città per presenze turistiche del Piceno. Assumendo il ruolo istituzionale di Comune capofila in ambito socio-sanitario, è divenuto punto di riferimento per tutto il territorio promuovendo un sistema di welfare diffuso. In termini di qualità ambientale, l’istituendo Parco Marino, la Riserva Sentina, i Parchi della Laga e dei Sibillini, le bandiere blu, le bandiere Arancione e Rosse, le vele di Legambiente, i giudizi dei pediatri sulla sicurezza della spiaggia di San Benedetto, la certificazione ambientale, rappresentano il valore aggiunto che punta a migliorare in termini di qualità della vita. A San Benedetto del Tronto si vive bene. I cittadini sono contenti di abitarci, soprattutto coloro i quali hanno la possibilità di fare un confronto diretto con altre realtà. I sambenedettesi vorrebbero per lo più rimanere in città e chi la conosce, se ne ha la possibilità, viene a viverci. Rendere San Benedetto una città sempre più vivibile e solidale è la stella polare che guida il nostro cammino di amministratori. Abbiamo idee e progetti da condividere con i cittadini pur sapendo che, a causa della crisi mondiale, la strada oggi è ancora più irta di difficoltà. Ancor più per la consapevolezza che le risorse a disposizione degli enti locali sono seriamente compromesse dai drastici tagli del Governo centrale. Il nostro impegno consisterà nel mantenere ciò che in questi anni abbiamo costruito e risolvere le criticità che naturalmente non neghiamo esistano ancora. Intendiamo farci carico del compito di raccogliere e capitalizzare le azioni svolte fino ad oggi e garantendo continuità amministrativa, ma anche innovazione grazie all’apporto delle nuove sensibilità e culture politiche che hanno aderito al progetto di centrosinistra uscito vincente alle ultime elezioni. Siamo consapevoli che la vera continuità con il precedente mandato consista nel continuare a “cambiare il volto della città” e nel guardare al futuro, oltre che al presente, per consegnare alle prossime generazioni non solo delle idee, ma anche strumenti adeguati per tradurle in pratica. Certo è che tutte le azioni proposte in questo programma non termineranno nelle progettualità qui contenute. Esse dovranno essere calibrate sulla realtà quotidiana e le costanti evoluzioni a cui è soggetta la società sambenedettese. Come abbiamo sempre fatto per la realizzazione delle nostre azioni di governo porteremo avanti quel lungo lavoro di predisposizione di ampi percorsi di partecipazione che coinvolgono gli organi istituzionali vicini alla città come i Comuni limitrofi, i comitati di quartiere, i soggetti portatori d’interesse, oltre che ogni singolo cittadino.

LA CULTURA DEL CONTROLLO DELLA SPESA

Da anni gli enti locali sono in difficoltà e soffrono gli effetti che la crisi mondiale sta producendo anche nel nostro Paese sempre più martoriato da crisi economico-finanziarie, da calamità naturali e da emergenze umanitarie. Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini, ma non sempre ha le forze economiche e sociali necessarie a risolvere storture strutturali che derivano dalla travagliata storia italiana e dalle scelte scellerate dell’attuale Governo. I Comuni vivono un periodo di sofferenza che si aggrava sempre più con le continue riduzioni di trasferimenti statali al sistema degli enti locali, non bilanciati da entrate correnti proprie che riescano a colmare il gap tra la crescente domanda di servizi da parte dei cittadini e le scarse risorse a disposizione delle istituzioni. Lo Stato nell’applicare la politica dei tagli lineari che prevede una diminuzione dei trasferimenti alle municipalità di 1 miliardo di euro nel 2011, di 2,5 miliardi di euro annui nel 2012 e 2013, e nel bloccare le capacità di spesa degli enti locali, con i  ferrei limiti imposti dal Patto di Stabilità, non garantisce agli stessi di riprendere la via della crescita e della ripresa economica e di ridurre gli sprechi. Questa Amministrazione comunale, nonostante si trovi quest’anno e nei prossimi anni a dover fronteggiare una difficile gestione delle risorse finanziarie, può comunque vantare un bilancio in ordine, che non conosce squilibri. Non ci siamo mai lasciati andare ad una spesa dissennata o fuori controllo. Nella Regione Marche il settore pubblico non è appesantito da un eccesso di personale o di sprechi. Semmai è colpito ingiustamente da tagli e contrazioni. Nel nostro Comune ai tagli di bilancio per circa 1 milione e 400 mila euro per l’anno in corso (2011) rischiano di doversene aggiungere forse di più nei prossimi anni. E’ ovvio che un quadro della finanza pubblica così disegnato non può che portarci a ragionare su una razionalizzazione delle spese tentando di limitare al minimo i disagi per le fasce più sensibili della popolazione. Perfettamente consci dell’essere immersi in una situazione di crisi, siamo consapevoli del fatto che la crisi sia la più idonea, forse la sola occasione per proporre seriamente una conversione del modo di produrre e consumare, e dei modi di vivere. Siamo altrettanto sicuri che San Benedetto ha la cultura, le energie e le competenze per accettare la sfida del cambiamento e tornare a crescere nel Piceno e nella Regione Marche. Sarà necessario individuare le strategie per affrontare il cambiamento. Una di queste sarà maturare la cultura del controllo della spesa che vuol dire liberare risorse per il sostegno allo sviluppo, identificando i servizi che funzionano bene e quelli che funzionano male in un’ottica di austerità di berlingueriana memoria. E’ una necessità diffusa attivare una politica di austerità, rigore e guerra allo spreco perché solo così si potrà realmente portare avanti la trasformazione della società. Avviare una politica di austerità comporterà indubbiamente doverose rinunce e sacrifici, ma al tempo stesso creerà nuove solidarietà e porterà ad una trasformazione della società tenendo conto dei suoi mutati bisogni. Ed è proprio quell’impegnativo cammino di ascolto dei bisogni dei cittadini alla base del percorso di trasformazione della città. Una strada già intrapresa nello scorso mandato amministrativo con la realizzazione del progetto di “Bilancio partecipativo” che ha visto decine e decine di assemblee in tutti i quartieri e la fattiva collaborazione dei rappresentanti dei sedici comitati cittadini per il bene comune. E’ in questi e in tutti i luoghi in cui si declina la partecipazione e la cittadinanza attiva, come le Assemblee pubbliche e i Consigli Comunali aperti, che vogliamo continuare ad agire per individuare le priorità della cittadinanza. Il tema della razionalizzazione delle risorse dovrà essere sviluppato anche pensando ad una serie di riforme organizzative dei servizi e ad innovazioni sul funzionamento della macchina comunale, nonché a rinnovati modelli di rapporto tra il pubblico ed il privato che permetteranno la crescita e lo sviluppo del territorio, come anche all’internalizzazione di alcuni servizi e alla dismissione di beni immobili e mobili di proprietà del Comune, come il centro agroalimentare, l’ex mattatoio e i beni dell’eredità Rambelli. Per perseguire in maniera costruttiva l’interesse pubblico continueremo ad agire con la massima trasparenza nella gestione del patrimonio pubblico, calcolando razionalmente costi e benefici e avallando una tendenza ormai affermata nell’azione delle pubbliche amministrazioni: quella di accordi tra pubblico e privato per ripartire costi e vantaggi di azioni di varia natura sul territorio. Questo già è avvenuto in passato con la sponsorizzazione di eventi, per la riqualificazione di immobili, così come è anche accaduto per la copertura con pannelli fotovoltaici dello stadio “Riviera delle Palme”, che ha risolto una questione trascinata per anni, acuita dalle disposizioni sulla sicurezza. Questo secondo programma di mandato vuole perseguire un percorso già intrapreso nel 2006, completando le risposte che abbiamo già iniziato a dare, rilanciando nuove idee, modellando il cammino in base alle contingenze del momento e adeguandolo alle rinnovate esigenze dei cittadini. Le principali linee programmatiche su cui si muoverà questa Amministrazione comunale nei prossimi cinque anni, provando ad alzare ulteriormente l’asticella dell’impegno e della qualità rispetto a quanto già avviato, riguarderanno queste macroaree:

–       Ambiente, Mobilità, Qualità Urbana e della Vita

–       Sociale e Sanità

–       Attività Produttive e lavoro

–       Cultura, Turismo ed Istruzione

–       Opere Pubbliche ed Urbanistica

–       Sport

AMBIENTE, MOBILITÀ, QUALITÀ URBANA E DELLA VITA

Le principali città europee da anni impostano le loro politiche di sviluppo sul rispetto dell’ambiente, sulla vivibilità, sulla mobilità alternativa, sulla progettazione del verde pubblico e sulle energie rinnovabili. Queste sono le parole chiave per il futuro della nostra città, che dovranno guidare le nostre scelte in materia urbanistica, nella progettazione di opere pubbliche, nella redazione di un Piano della Mobilità, nelle scelte energetiche e nel creare un benessere diffuso.

La vivibilità della nostra città, in questi anni, è stata assicurata da politiche attente alla salute degli abitanti e dei turisti che si sono manifestate in azioni concrete: produzione di energia pulita e politiche ecosostenibili, miglioramento della qualità ambientale dei servizi pubblici e delle aree verdi, valorizzazione del tessuto urbano e tutela del patrimonio storico e paesaggistico della nostra città, in particolare pensiamo al risanamento del Paese Alto e alle tante aree verdi fruibili diffuse su tutto il territorio realizzate ex novo (come Parco Paola) o recuperate e riqualificate (come il Parco di Via Lombardia, il Parco Eleonora, il Parco di via Ferri) e alla realizzazione dei Parchi Bau e spiagge per cani per offrire spazi attrezzati ai nostri amici a quattro zampe.

La cura del verde pubblico dovrà essere potenziata, continuando nella direzione del rafforzamento del settore dei parchi pubblici, attraverso l’acquisto di macchinari nuovi e l’assunzione di personale specializzato. La manutenzione del verde richiede un impegno costante e la continua formazione degli addetti, come dimostra l’emergenza punteruolo rosso che ci vedrà impegnati ancora per anni nel contenimento del fenomeno e nella ricerca della cura del nostro patrimonio palmizio.

San Benedetto è un organismo complesso nel quale la qualità della vita dei residenti si riconosce nelle politiche che valorizzano la qualità dei suoi spazi. Sarà necessario individuare nuove aree, in particolare completando i lavori nell’area verde ex Cerboni, realizzando un polmone verde in zona Brancadoro, recuperando e valorizzando la Riserva Naturale della Sentina, vigilando sulla corretta esecuzione dei lavori nelle nuove lottizzazioni, subordinando ogni progettazione urbanistica alla realizzazione di adeguate aree verdi di quartiere.

Fiore all’occhiello della passata amministrazione in termini di politiche ambientali è stata la scelta di attivare la raccolta differenziata “porta a porta” che oggi, grazie alla fattiva collaborazione dei cittadini, sta dando dei grandi risultati: siamo infatti arrivati oltre il 42% dopo essere partiti dal 19,2% del giugno 2006.

Con l’attivazione di un servizio di raccolta della frazione organica mediante cassonetto stradale di prossimità, l’introduzione della raccolta settimanale domiciliare “Porta a porta” e l’attivazione di una mirata campagna informativa l’Amministrazione è riuscita, in collaborazione con la Picenambiente Spa, a modificare le abitudini dei cittadini e dei gestori di attività commerciali e di servizio, abituati ad utilizzare per il conferimento dei propri rifiuti riciclabili e non, i soli cassonetti stradali e la ricicleria.

La mutata strategia ha determinato gradualmente un incremento sensibile della Raccolta Differenziata e prevediamo di arrivare al 45% a fine 2011.

La fase successiva che ci permetterà di raggiungere il 65% fissato dalla Legge entro il 2012 e di superarlo negli anni successivi, vedrà l’implementazione del sistema “porta a porta” per la raccolta della frazione secca non riciclabile e la contestuale eliminazione di tutti i cassonetti stradali per i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) che, oltre a non rappresentare lo strumento ideale per l’incremento di RD oltre certi livelli, compromettono anche il decoro cittadino.

La politica di questa Amministrazione in tema di rifiuti sarà quella di far sì che gli scarti non rappresentino più un problema per l’ambiente e la comunità, ma una risorsa, perseguendo l’ambizioso obiettivo, a tutela del futuro delle prossime generazioni e dell’ambiente, di favorire strategie che prevedano il riutilizzo di tutti i prodotti di scarto, facendo tendere la quantità dei rifiuti da conferire in discarica allo zero (Progetto rifiuti zero 2020).

Nei prossimi cinque anni pensiamo anche alla realizzazione di una seconda ricicleria comunale a nord della città, la creazione di un centro del riuso, dove poter scambiare i beni che sono ancora utilizzabili, creando una rete con i mercatini dell’usato; l’incentivazione della vendita di prodotti alla spina coinvolgendo la Grande Distribuzione ed i minimarket di quartiere; una nuova distribuzione del kit di pannolini ecologici per neonati; la messa a disposizione di uno spazio per il Mercato dei prodotti della terra, beni dei produttori locali che hanno una ottima qualità e prezzi più bassi perché a KM 0, coinvolgendo anche Gruppi di Acquisto Solidale e avvicinando così il produttore al consumatore.

Durante il precedente mandato abbiamo approvato un Piano Energetico Ambientale Comunale (2009) che ha fotografato i consumi e i bisogni energetici della nostra città indicando le linee di sviluppo per i prossimi anni. Oggi intendiamo rafforzare l’Ufficio Energia che dovrà seguire progetti di efficienza energetica e di produzione da fonti alternative, con l’obiettivo di intercettare finanziamenti europei. Attraverso questo ufficio cercheremo di predisporre un Piano di Azione Locale, coinvolgendo tutti i principali portatori di interesse e i cittadini, al fine di individuare le azioni da porre in essere per raggiungere gli obiettivi europei per il risparmio energetico. Intendiamo realizzare ed approvare un Piano del fotovoltaico che identifichi i siti dove installare pannelli (tetti, parcheggi) e per la riduzione di emissioni di CO2, realizzare nuove aree verdi, finanziando un programma di riforestazione urbana e intervenire sulla mobilità con investimenti sul Trasporto pubblico, sulla Metropolitana di superficie e con la realizzazione di un circuito cittadino di piste ciclabili.

Anche la questione dell’impianto di stoccaggio del gas in zona Agraria avrà la nostra massima attenzione. L’iter autorizzatorio, di competenza ministeriale, non potrà non vedere coinvolti i cittadini e l’Amministrazione seguirà ogni fase della Valutazione di Impatto Ambientale, chiedendo se necessario il supporto scientifico di un’Università italiana. Vogliamo verificare fino in fondo opportunità e incognite di questo impianto per la nostra cittadina al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei residenti.

Di concerto con il Comitato di Indirizzo, il Comune di Ascoli e la Regione Marche, abbiamo avviato buone pratiche per la rinaturalizzazione del fosso collettore, il ripristino dei laghetti, fino a rientrare nei programmi di finanziamento comunitari Life e intercettando un finanziamento di oltre 1 milione e 200 mila euro, per la sistemazione della Torre sul Porto, lo storico edificio del 1543 simbolo della Sentina, che entro la primavera del 2012 tornerà al suo antico splendore. Ma questo non basta, intendiamo la Riserva Sentina come luogo dal potenziale incredibile per il turismo scolastico e naturalistico. Per questo sarà importante continuare con il lavoro iniziato intercettando fondi che permettano di trasformare la Torre sul Porto in un centro di educazione ambientale dove la formazione e l’informazione di residenti, turisti e studenti saranno l’obiettivo principale. L’operazione di valorizzazione della Riserva Naturale dovrà tener conto della necessità di proteggere dall’erosione quell’unico tratto costiero del nostro Comune rimasto ancora indifeso dalla furia del mare, in modo che gli investimenti che si stanno faticosamente portando avanti, grazie ai fondi regionali ed europei, siano salvaguardati.

Passando dalla terra ferma al mare, l’istituzione del Parco Marino non può più attendere. L’iter tecnico autorizzatorio si è concluso, manca la firma del Ministro dell’Ambiente. Il Parco è condizione indispensabile non solo per favorire la ripresa della pesca con il recupero di un’adeguata redditività per gli operatori del settore (promuovendo e valorizzando il prodotto locale certificato), ma anche per dar vita a nuove imprese a monte ed a valle del processo produttivo, incentivando così attività affini nel turismo e nel commercio. Sarà nostro dovere riprendere il percorso di aggregazione di tutti gli enti coinvolti, a partire dalla Provincia, per la costituzione dell’Ente Gestore.

Nell’ottica di un miglioramento della qualità dell’aria e di un abbassamento dei valori delle polveri sottili intendiamo incentivare i cittadini ad utilizzare di meno l’auto preferendo l’uso del mezzo pubblico anche redigendo un Piano Strategico della Mobilità che ponga attenzione ad una serie di azioni: il potenziamento e l’ammodernamento del trasporto pubblico locale attraverso l’acquisto di bus navetta elettrici e di ulteriori bus a metano che dovranno essere tutti dotati di facile accesso per i disabili e potranno percorrere corsie preferenziali; la realizzazione di un circuito cittadino di piste ciclabili che unisca diverse aree dove creare parcheggi scambiatori, come quello di Piazza del Pescatore, che è il primo “green point” cittadino in cui è possibile ricaricare le proprie auto, moto e bici elettriche, oltre che prendere in prestito biciclette secondo la filosofia del bike-sharing; la razionalizzazione della circolazione stradale, migliorando la sicurezza attraverso interventi strutturali sui “punti di conflitto” evidenziati negli studi realizzati dall’Ufficio Tecnico del Traffico.

Bisognerà inoltre continuare a garantire i bus navetta gratuiti per cittadini e turisti sia per dirigersi verso la spiaggia, sia in occasione di manifestazioni turistiche e culturali per le quali si prevede una grande affluenza coinvolgendo gli operatori balneari e alberghieri nella promozione del servizio – come ad esempio il servizio di bus gratuito “Madrugada bus” attivato nell’estate 2011.

Attraverso un accordo di programma con RFI pensiamo di poter risolvere due problemi inerenti la viabilità che affliggono la zona sud e la zona nord della città. A Porto d’Ascoli vogliamo spostare il capolinea dei bus, attualmente stabilito in via Turati, all’interno della zona, un tempo dedicata al carico e scarico, interna alla stazione ferroviaria, realizzando anche un parcheggio pubblico per le auto. Inoltre è in programma la realizzazione di un sottopassaggio carrabile in via Esino, nell’ottica di aumentare gli accessi verso mare, la sicurezza in caso di eventuali esondazioni e – in relazione a quanto sopra descritto relativamente alla stazione di Porto d’Ascoli – di poter dare risposte concrete al problema della carenza di posti auto.

Per quanto riguarda San Benedetto invece abbiamo intenzione di realizzare un’autostazione dove attualmente c’è il parcheggio a pagamento interno e inoltre porteremo avanti un accordo di programma teso alla realizzazione di un parcheggio a più piani (sfruttando la naturale pendenza del terreno) da realizzarsi tra via Dari/Calatafimi e la stazione ferroviaria.

Un altro punto da cui non si può prescindere è la realizzazione di una circonvallazione “Bretella” che servirà ad alleggerire il traffico delle vie centrali, ma che da sola non sarà sufficiente a risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria: questa soluzione dovrà essere accompagnata da altre strategie di riduzione del traffico degli automezzi come la realizzazione di una Zona a Traffico Limitato tra via Gino Moretti e via Roma, dopo aver realizzato il parcheggio nei pressi della stazione e due grandi parcheggi a nord (Piazza S. Giovanni Battista/Piazza Garibaldi) e a sud (nell’area a ovest di viale De Gasperi), garantendo, all’interno della dell’area limitata al traffico, i posteggi per i residenti.

Con la tanto attesa elettrificazione della linea ferroviaria Ascoli – Porto d’Ascoli, potrà concretizzarsi l’attivazione di una vera e propria metropolitana di superficie, in grado di soddisfare ulteriormente la necessità di collegamenti delle zone periferiche della città: dovranno essere previste, a tale scopo fermate intermedie, oltre le due principali già esistenti.

Oggi l’innovazione tecnologica offerta dall’informatica ci permette di creare momenti di partecipazione più ampia da parte dei cittadini alla vita decisionale della città. Assicurare qualità della vita vuole dire offrire ai cittadini la possibilità di accedere agli strumenti di partecipazione alla vita pubblica. In quest’ottica occorrerà procedere ad una revisione dello Statuto Comunale con una nuova regolazione del referendum comunale e dei diritti di iniziativa e partecipazione dei cittadini. Pensiamo alla creazione di gruppi di lavoro composti dai cosiddetti “portatori di interesse”, tecnici, professionisti e non, che possano affiancare gli amministratori locali nel momento decisionale e di avviamento di progetti specifici; vogliamo diffondere gli strumenti della cosiddetta e-democracy ovvero della democrazia attraverso la rete. Alcuni sono già attivi come le cronache del consiglio comunale in diretta web o in differita; altri in fase di implementazione come la creazione di profili pubblici del Comune, della Biblioteca Lesca, del Centro Giovani sulle principali reti sociali di condivisione della conoscenza (Facebook, Twitter, YouTube); altri li vedremo nascere con il continuo evolversi dell’Information and Communication Technology e se necessario cercheremo di adoperarli, infatti stiamo valutando l’utilizzo di Software Open Source la cui importanza è ribadita anche nel “Piano e-Gov 2012″ ed avallata da Digit PA (Ex CNIPA) e da diversi programmi dell’Unione Europea, che ha finanziato numerosi progetti per la diffusione dell’Open Source. Di sicuro offrire questi strumenti non potrà prescindere dal potenziamento delle aree dove è possibile collegarsi gratuitamente alla rete wi-fi, già esistenti in città (Comune, Biblioteca Lesca e Palazzina Azzurra). In particolare si prevede l’istituzione di punti di accesso gratuito a internet nei Parchi urbani principali nei quali verrà anche attivato un sistema di videosorveglianza.

SOCIALE E SANITÀ

Cinque anni fa avevamo davanti a noi un tessuto sociale ben diverso da quello attuale: oggi la città è cambiata nella composizione sociale e demografica, negli stili di vita, nei bisogni della popolazione. La passata Amministrazione ha profuso il suo impegno per la costruzione di una Città solidale dove nessuno fosse lasciato solo, tutti potessero sentirsi attori della costruzione della vita sociale. Con i brutali tagli orizzontali attuati dall’ultima manovra finanziaria si impone la necessità di ridisegnare il welfare locale tenendo insieme il principio della sua universalità e la capacità di dare a chi ha realmente bisogno e talora rischia di rimanere escluso dal contributo assistenziale per assenza di informazioni o deficit culturale. Anche in questo campo sarà doverosa una razionalizzazione dei costi e delle modalità di erogazione dei servizi, mostrando un particolare riguardo al sistema tariffario che potrà prevedere, in questo settore così come in tutti gli altri, una maggiore copertura dei costi di gestione.

Nei prossimi anni dobbiamo difendere la qualità dei tanti servizi erogati dal Comune, facendo scelte di governo coraggiose e doverose che continuino a garantire i diritti fondamentali (alla salute, all’istruzione, alla dignità che può voler dire aver diritto al cibo o ad un tetto sotto cui ripararsi) soprattutto delle persone in situazioni di disagio, ma anche sviluppandone il senso civico del dovere.

Certo è che in una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando, il Comune non riesce da solo ad arrivare a tutte le situazioni di disagio e ad estendere il welfare a chi ne è escluso: per questo occorre continuare a coinvolgere il mondo del volontariato, della cooperazione, dell’associazionismo e le tante parrocchie presenti nel nostro territorio (pensiamo ad esempio alla Caritas, alla casa dell’accoglienza della Parrocchia Cristo Re, all’associazione sulle Ali dell’Amore e tante altre) che da anni cercano di dare una risposta alle tante situazioni di indigenza. Non dobbiamo aver timore di ricorrere con più decisione al Terzo Settore in un’ottica di sussidiarietà, anche in sede di coprogettazione di iniziative e servizi.

Inoltre tentare di seguire percorsi diversi di reperimento di risorse potrebbe essere la soluzione ottimale da perseguire. Ad esempio una modalità innovativa crediamo possa essere quella delle Fondazioni di comunità che riescono a mobilitare risorse filantropiche sul territorio a favore del territorio stesso. Rispetto alle fondazioni tradizionali le risorse non provengono però da finanziatori stabili ma da una molteplicità di donazioni e lasciti di varia provenienza, anche diffusa. La fondazione può, ad esempio, promuovere campagne per raccogliere fondi su progetti specifici e indire bandi.

La riforma dei servizi sociali che abbiamo avviato negli anni passati in favore delle fragilità, che ha portato alla realizzazione del terzo asilo nido, alla creazione della sezione Primavera per i bimbi fra i 24 e i 36 mesi nelle scuole, all’apertura di una seconda ludoteca, all’attivazione del Centro diurno per malati di Alzheimer e al potenziamento dei servizi del Cediser “L’Arcobaleno” per portatori di handicap, va completata.

La nostra è una città con un elevato numero di persone anziane e le politiche sociali dovranno continuare a tener conto anche di questa importantissima realtà. Sono già stati reperiti fondi regionali (500.000 euro) per avviare il progetto di sopraelevazione del Centro “Primavera” la cui realizzazione consentirà un considerevole aumento dei posti della residenza protetta. Proseguiremo nell’adeguato sostegno agli anziani che vivono da soli attivando un servizio a domicilio di consegna di un pasto giornaliero e il costo sarà stabilito tenendo conto dell’indicatore della situazione socio-economica. Cercheremo di aiutare anche gli anziani totalmente o parzialmente non autosufficienti che vivono in famiglia, attraverso il potenziamento del servizio di assistenza domiciliare che potrà essere gestito dall’Ambito Territoriale sociale.

La politiche sociali attivate hanno sempre cercato di rispondere alle esigenze delle famiglie sambenedettesi con la diffusione di politiche di sostegno che non si limitino ad una mera logica redistributiva dei servizi, ma che si facciano carico anche di necessità di protezione e di accesso universale ai servizi sociali.

Un primo intervento in favore delle famiglie consisterà nella revisione del sistema di accesso ai servizi. Intendiamo infatti attivare una politica tariffaria di accesso ai servizi che sia volta decisamente a sostenere la famiglia e faccia attenzione al numero dei figli a carico, alla presenza di anziani non autosufficienti o di eventuali minori affidati.

Per quest’ultimo aspetto l’amministrazione cercherà di sostenere le scelte delle famiglie che decidono di prendere minori in affidamento, non solo dal punto di vista economico ma anche estendendo ai minori affidati, per quanto possibile a livello comunale, opportunità riservate ora soltanto ai figli.

Le politiche pubbliche a favore della famiglia dovranno promuovere e sostenere l’azione volontaria e autonoma di persone e associazioni, in un quadro di sussidiarietà tra cittadini e istituzioni, ma dovranno anche farsi promotrici di una vera e propria rete di intervento attraverso la costituzione di un Tavolo permanente di confronto, coordinato e facilitato dal competente Settore comunale,  che, nel rispetto delle singole autonome iniziative, riesca a garantire il miglior utilizzo delle risorse disponibili e le migliori condizioni affinché le stesse associazioni possano agire in modo significativo all’interno del tessuto sociale.

Pensando ai nostri piccoli cittadini c’è ancora tanto da fare. Questa amministrazione intende attivare una terza ludoteca o, in alternativa, un Centro di aggregazione giovanile; aumentare i posti all’interno dell’asilo nido “La Mongolfiera” e aprire una sezione Primavera in ogni circolo didattico, promuovere sul territorio l’attivazione di nidi domiciliari ovvero spazi educativi all’interno di abitazioni, che possono ospitare un numero limitato di bimbi, magari in via sperimentale in qualche quartiere in collaborazione con i comitati; realizzare corsi di formazione per aspiranti baby sitter allo scopo di stilare un apposito elenco diviso per quartieri che attesti la qualifica e le capacità educative delle operatici familiari.

Particolare attenzione sarà rivolta verso le fasce giovani della popolazione. In particolare vorremmo frenare “l’emorragia” dei ragazzi e delle ragazze dalla nostra città che molto spesso dopo l’Università preferiscono non rientrare per tutta una serie di motivi: tra questi ci sono di sicuro la difficoltà economica di affittare o comperare casa qui a San Benedetto e la difficoltà di trovare un lavoro. Per questo l’Amministrazione vuole realizzare nuove aree per l’Edilizia Economica e popolare (167, PEEP), prevedere azioni tese a mettere sul mercato appartamenti ad un affitto calmierato (200/300 euro al mese) grazie anche alla recente approvazione del Progetto Casa Comunale. Nella stessa misura ci impegneremo per incentivare il sostegno all’imprenditoria giovanile, verificando anche la possibilità di concordare con gli istituti di credito strategie per facilitarne la creazione, sia attraverso il finanziamento diretto di progetti e idee o tramite forme di garanzia per aiutare i giovani nell’investimento.

Negli anni passati abbiamo attivato azioni di contrasto alla violenza sulle donne e sui minori e di promozione della parità di genere creando progetti ad hoc come il corso di autodifesa “Cintura rosa” o il progetto “Donne, Internet e Social Network”. Il ruolo delle donne per quanto ritenuto formalmente importante in ogni campo, sia esso economico, lavorativo, sociale e culturale, di fatto è ancora in buona parte sottovalutato e non espresso in tutte le sue potenzialità. Favorire la partecipazione delle donne alla vita attiva è conveniente sia economicamente che socialmente, non a caso le società più prospere sono quelle in cui la partecipazione femminile alla vita produttiva è più rilevante.

A riguardo questa amministrazione sta pensando di redigere un piano per le Pari Opportunità che coinvolga tutti i settori dell’attività amministrativa, migliorando la qualità di vita di tutte le donne. In questo piano saranno comprese molte azioni volte a favorire la conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro, perché sappiamo bene che il “doppio ruolo” , lavorativo e familiare – che è appannaggio femminile per larga parte – necessita di misure e attenzioni particolari. Nel piano sarà compresa anche l’apertura di un punto informativo in Comune che fornisca dettagli in merito alle possibilità offerte dalle leggi in questo ambito (art.9 della legge 53/2000, incentivi regionali) prevedendo anche la collaborazione di figure professionali come consulenti del lavoro, rappresentanti delle associazioni di categoria e amministratori di sostegno (esperti di legislazione sociale previsti dalla legge 6/2004), che possano essere d’aiuto in merito alle norme a sostegno dell’imprenditoria femminile.

Creeremo anche precorsi formativi ad hoc e albi comunali per le donne che danno assistenza a bambini ed anziani, favorendo la domiciliarità dei servizi, enormemente più vantaggiosi, economicamente e non, rispetto alla residenzialità. Infine continueremo a promuovere ed implementeremo campagne di prevenzione a sostegno della salute femminile in collaborazione con i soggetti pubblici preposti alla tutela della salute in generale.

Nel campo della disabilità siamo convinti che occorra promuovere la gestione associata dei servizi. Un percorso che è già stato testato per l’assistenza scolastica ai disabili e che viene gestito dall’Ambito Sociale Territoriale 21. Molti i progetti che intendiamo perseguire in futuro: la sopraelevazione del Centro “L’Arcobaleno”, un intervento oneroso che prevede un costo complessivo di 960 mila euro circa e cofinanziamenti regionali non superiori al 50%, ma necessario per rispondere all’esigenza di carenza di strutture residenziali per i disabili; il trasporto a chiamata per disabili da istituire preferibilmente in territorio di Ambito o a livello provinciale; la creazione, nella struttura comunale, di uno Sportello per l’accessibilità della città nell’ottica della “Progettazione universale”.

Anche in tema di disagio mentale e non autosufficienza pensiamo ad azioni mirate: richiedere un maggior livello di compartecipazione della sanità sui costi di strutture e servizi, in base al presupposto che un investimento sui servizi sociali agli anziani consente di ridurre i costi derivanti dalle ospedalizzazioni; realizzare una comunità alloggio per disagio mentale, una struttura residenziale operante a livello di Ambito; istituire un Punto Unico di accesso ai servizi sanitari e sociosanitari in collaborazione con l’Area Vasta 5 e già parzialmente attivato per la gestione del Fondo per la non- autosufficienza.

Tolleranza zero contro i fenomeni di esclusione sociale: l’accoglienza, la mediazione sociale e la gestione dei conflitti, le politiche interculturali, la promozione dei diritti di cittadinanza saranno i valori che, in collaborazione con le associazioni e le cooperative già esistenti sul territorio, promuoveremo nelle scuole primarie cittadine.

Ci faremo inoltre portatori della richiesta presso la Regione Marche, di costituzione dello Sportello Unico per l’Immigrazione che abbia poi sedi decentrate nelle principali città marchigiane e che possa assistere la popolazione straniera in materia di domande per l’assunzione di lavoratori, di domande per ricongiungimento e possa organizzare corsi di Formazione e Seminari. Gli sportelli potranno avvalersi di una piattaforma informatica attraverso la quale soggetti della Pubblica amministrazione, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo delle professioni possano scambiarsi informazioni in un’ottica di snellimento e trasparenza dei procedimenti amministrativi e della costruzione di un corretto sistema di rapporti fra pubblico e privato.

Salute e benessere della popolazione sono gli obiettivi che ci prefiggiamo in tutte le scelte che implichino la cura dei cittadini in tema di sanità. Durante il precedente mandato abbiamo sempre appoggiato le politiche sanitarie regionali che assicurassero servizi e prestazioni in maniera equa in tutto il territorio marchigiano e incrementassero i finanziamenti verso il Piceno, in particolare verso l’ASUR Zona Territoriale 12 di San Benedetto del Tronto.

Purtroppo però, a distanza di anni, non possiamo riconoscere che i risultati auspicati sul versante della equa distribuzione dei servizi sul territorio regionale siano stati raggiunti e non possiamo non denunciare un ritardo in termini di spesa pro-capite per i servizi socio-sanitari: 1.650 euro all’anno per ogni cittadino sambenedettese, contro i circa 1.800 per ogni altro cittadino marchigiano.

Certo è che questa situazione è effetto della difficoltà per la Regione Marche, a fronte dei tagli imposti alle Regioni dal governo nazionale, a mantenere gli standard di assistenza che vedono già impegnato l’ente territoriale in una fase di profonda riorganizzazione dei servizi anche per la recente istituzione del Distretto Sanitario di Area Vasta 5 che ha portato all’integrazione degli Ospedali di San Benedetto e di Ascoli Piceno.

Sarà importante invertire il trend sanitario “meno investimenti, meno servizi,  più costi” e per questo la nuova Amministrazione si impegnerà nell’immediato a farsi promotrice presso la Giunta Regionale di una politica di investimenti mirati per il nostro Ospedale.

Se pensiamo agli investimenti sul “Madonna del Soccorso”, che negli ultimi anni sta beneficiando di importanti lavori all’interno dei locali del pronto soccorso e di altri reparti, e di nomine di assoluto prestigio – a partire dall’ultima – alla guida del reparto di chirurgia, è possibile affermare che il miglioramento della sanità locale è in atto.

Eppure questa Amministrazione crede ci sia ancora molto da fare. A partire dalle nomine dei primari di reparti per troppo tempo rimasti ancora scoperti, si impegnerà a porre con forza la questione di una inversione di tendenza nella offerta dei servizi, continuando a sostenere una politica improntata al riequilibrio della spesa verso i territori di confine che preveda l’attuazione di investimenti in nuove tecnologie che permettano la realizzazione di alte specializzazioni e l’aumento della mobilità attiva a fronte di una diminuzione della mobilità passiva, come già previsto per il “Progetto speciale per il Sud” del 2007.

Altro obiettivo che ci prefiggiamo è quello di intercedere presso la Regione affinchè si sviluppino alcuni percorsi clinici definiti sia nel campo dell’urgenza-emergenza, sia delle specializzazioni che, inizialmente attribuiti e sviluppati presso il presidio ospedaliero sambenedettese, verranno oggi “messi in comune” in una logica di Area Vasta.

Una organizzazione di questo tipo dovrà necessariamente prevedere una allocazione di risorse aggiuntive specificatamente dedicate e finalizzate a fare del Piceno una entità integrata che non preveda disparità sia tra le sue aree sanitarie – ascolana e sambenedettese – sia rispetto al restante territorio regionale, evitando processi di marginalizzazione e tenendo nella debita considerazione l’area metropolitana provinciale nella sua interezza.

Si porranno così le basi per istituire prima l’Azienda Sanitaria Marche sud nella prospettiva futura di un Ospedale Unico, che diventi una struttura finalizzata a dare risposta alle emergenze nonché agli interventi di alto livello tecnologico e specialistico, in cui giochino un ruolo prioritario le relazioni scientifiche con l’Università.

Crediamo molto nella possibilità di implementazione in Area Vasta di progetti di integrazione ed omogeneizzazione delle attività amministrative – tecnico – logistiche (ATL) che ricomprendano la già avviata  gestione integrata in materia di adempimenti  del trattamento economico del personale .

Siamo convinti che occorrerà in alcuni casi mantenere, in altri potenziare con interventi strutturali – organizzativi e di dotazione organica, le Unità Operative di Pronto Soccorso-Medicina d’Urgenza, Rianimazione, Cardiologia – Utic con sviluppo della impiantistica e della riabilitazione cardiologica in area vasta, Neurologia con annessa la funzione di Stroke – Unit (che dovrà essere funzionante nelle 24 ore e servire l’area vasta) e la possibilità di effettuare interventi di neurochirurgia, un polo chirurgico e ortopedico-traumatologico organizzato prioritariamente per le urgenze, con ricaduta sulla riabilitazione di secondo livello, servizi diagnostici  e strutture per post-acuzie, un dipartimento materno – infantile all’altezza dell’elevato numero di parti presenti nel nostro Ospedale con una Pediatria funzionante nelle 24 ore.

Tra gli interventi di logistica che proporremo alla direzione generale dell’Area Vasta, ci saranno sia l’alienazione dell’immobile sito in via Romagna (visti lo stato di degrado, l’assenza di parcheggi, le numerose barriere architettoniche, la fatiscenza degli impianti) in funzione della creazione di una nuova sede unica di facile accesso, accogliente, attrezzata  per le nuove esigenze e per tutti i servizi territoriali, che permetterebbe anche una migliore organizzazione e l’utilizzo degli operatori del distretto territoriale e del dipartimento di prevenzione; sia l’apertura di un Hospice anche a San Benedetto.

Tra gli obiettivi in via di realizzazione c’è la nuova sede del Consultorio Familiare che potrà servire da volano per una intensificazione e di ulteriore qualificazione delle attività già presenti nella struttura.

Reputiamo non sia più rinviabile anche la realizzazione della struttura di riabilitazione psichiatrica  di 15/20 posti letto nel territorio sambenedettese. Tra i bisogni emergenti che necessitano di una particolare attenzione, perché riguardano prevalentemente  l’età adolescenziale, ci sono i disturbi  del comportamento alimentare, che non trovano ancora una adeguata risposta nel territorio provinciale.

Per poter programmare con maggiore efficienza servizi sanitari, l’Amministrazione è convinta che occorrerà creare ampie sinergie con la sanità privata convenzionata, che da tempo opera sul nostro territorio, affinché quest’ultima possa integrarsi nelle scelte strategiche e programmatiche definite dall’Distretto Sanitario di Area Vasta 5.

ATTIVITA’ PRODUTTIVE E LAVORO

Sebbene oggi gli effetti della crisi del sistema delle imprese che attanaglia il Piceno si sentono anche nel tessuto produttivo e sociale della città, San Benedetto si è sempre contraddistinta per essere una città operosa e vivace nelle attività produttive: la pesca, la cantieristica, la nautica ma anche il settore del commercio in generale.

La pesca è una delle attività prevalenti della nostra città ma la mancanza di una visione globale da parte della politica nazionale, che non l’ha mai considerata come una risorsa sia alimentare che economica, è una delle cause del declino del comparto peschereccio cittadino.

Questa amministrazione punta ad alcuni obiettivi: ripristinare le migliori condizioni degli stock ittici; stabilire una diversa disciplina delle catture, che non pregiudichi le capacità di riproduzione del pesce, contribuendo così a trasformare il mare Adriatico in un grande bacino di maricoltura naturale; presentare istanze al Governo nazionale e alla Regione affinché supporti economicamente il fermo pesca prolungato, magari promuovendo corsi di formazione professionale sia sui metodi selettivi di cattura che sulle norme in materia di sicurezza sul lavoro, proprio in concomitanza con i periodi di fermo.

San Benedetto è l’ente capofila dell’associazione temporanea di scopo GAC – Gruppo di Azione Costiera Marche Sud – finanziato dal Fondo Europeo della Pesca (FEP) per promuovere lo sviluppo sostenibile nelle zone di pesca costiere. Questo fondo comunitario crediamo dovrà essere sfruttato al meglio al fine di mettere in campo risorse economiche necessarie per dare risposte agli attori del comparto ittico e alla marineria.

Questa amministrazione intende valorizzare la parte centrale del Porto, quella dedicata prevalentemente alle attività della pesca. Abbiamo già intercettato fondi europei per l’ampliamento dello scalo d’alaggio e i lavori partiranno a breve (l’importo complessivo dell’opera e di 1 milione di euro, di cui 765.952,00 euro provenienti da fondi europei FEP misura 3.3 e 234.048,00 a carico dell’ente comunale); la ristrutturazione della sala d’asta, dell’impianto di captazione, filtraggio e distribuzione delle acque salmastre, il miglioramento del sistema di mobilità interna al mercato ittico (l’importo complessivo dell’opera è pari a 407.288,00 euro di cui  366.559,20 euro dei fondi europei FEP misura 3.3 e un co-finanziamento del Comune pari a  120.000 euro).

Proseguiremo nella collaborazione con il Genio Opere Marittime per la realizzazione di una serie di interventi di manutenzione straordinaria delle torri faro e per la sostituzione delle bitte con anelli che permettano l’attracco dei motopescherecci (l’importo è pari a 300 mila euro) e per un intervento di inertizzazione della cassa di colmata e dragaggio dell’imbocco e dell’area centrale del Porto pari a circa 2 milioni e 500 mila euro. Con questi lavori l’area centrale del porto verrà riqualificata e risistemata in maniera tale da risolvere i problemi di attracco alla banchina sollevati dalla marineria sambenedettese.

La recente approvazione del Piano Regolatore del Porto consentirà il recupero industriale di capannoni abbandonati a causa di un vincolo che li legava esclusivamente ad attività relative alla pesca. Questi immobili potranno subire un cambio di destinazione e potranno ospitare attività commerciali e turistiche che sempre di più richiedono una collocazione lontana dalle zone residenziali. Queste attività si troverebbero in una zona non distante dal centro, facilmente raggiungibile, e contestualmente potrebbero osservare anche orari di apertura più permissivi, andando ad ovviare al problema dei rumori nelle zone abitate. Crediamo nella rivoluzione che trasformerà il porto nel cuore pulsante dell’economia sambenedettese: un luogo in cui le forze imprenditoriali giovani e dinamiche possano esprimersi al meglio. Certo è che questa Amministrazione intende comunque regolamentare con un Piano Regolatore degli Orari le attività commerciali del centro cittadino.

Anche la cantieristica a San Benedetto ha un peso rilevante. L’impegno principale di questa Amministrazione sarà quello di mettere in campo forze e competenze per far sì che la durata delle concessioni demaniali sia significativa rispetto agli impegni ed agli investimenti che gli operatori intendono effettuare; tutelare e salvaguardare le finalità produttive artigianali e di servizio nell’area portuale; promuovere e valorizzare le attività presenti al Porto anche attraverso azioni di marketing territoriale con la valorizzazione degli antichi mestieri artigianali, testimoniati dalla presenza di maestri d’ascia e con la valorizzazione delle eccellenze; promuovere le attività sia della cantieristica che della trasformazione del pescato, mediante incoming, scambi e gemellaggi che incentivino e favoriscano la presenza delle nostre imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

Con l’istituzione dello Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) siamo riusciti a facilitare l’apertura delle attività commerciali e artigianali. Ora vogliamo mettere in campo azioni di contrasto riguardo ai facili passaggi delle licenze dei venditori ambulanti, che spesso sono legati ad un vero e proprio commercio degli extracomunitari. Intendiamo sostenere forme di commercio lavorando sull’aggregazione delle attività commerciali del centro attraverso la costituzione di progetti di sviluppo dei cosiddetti centri commerciali naturali. Siamo convinti che il rifiorire delle attività commerciali nel centro cittadino avvenuto negli anni scorsi, sia dovuto, oltre che alla capacità dei commercianti di creare sinergie, anche alla riqualificazione di via Labirinto e Piazza Matteotti.

E’ intenzione di questa amministrazione porre un limite alle sagre che negli ultimi anni hanno inondato le estati sambenedettesi, per favorire lo svolgimento di quelle che hanno un vero legame con il territorio, coinvolgendo anche la filiera corta dei piccoli produttori locali del settore agroalimentare biologico e del mercato equo e solidale.

Incentivare la crescita delle attività produttive vuole anche dire creare nuove opportunità di lavoro. E’ bene chiarire che l’ente Comune di per sé non ha competenze in materia di politiche occupazionali, nonostante possa assumere personale in maniera diretta (attraverso bandi o avvisi pubblici) o creare occupazione in maniera “trasversale” (attraverso la promozione di appalti, opere pubbliche e politiche che incentivino una ripresa di settori stagnanti). Nonostante ciò l’ente Comune ha la responsabilità di concorrere con le proprie politiche per sostenere e promuovere l’occupazione. La nostra Amministrazione, cercando sinergie e collaborazioni con enti territorialmente superiori, altre Istituzioni locali, le Università e le imprese presenti sul territorio, intende attivare progetti di orientamento al lavoro rivolti a disoccupati o inoccupati che desiderino acquisire competenze relative ad alcuni strumenti operativi: comunicazione, contratti di lavoro, auto imprenditorialità, stesura del curriculum vitae, informazioni sul colloquio di lavoro, ma soprattutto autonomia nella ricerca, nel reperimento e nell’organizzazione delle informazioni sul mercato del lavoro e sulle opportunità lavorative. Il progetto potrà collegarsi anche all’iniziativa della Regione Marche su ‘Il prestito d’onore’.

In accordo con il Centro per l’Impiego e quello per la Formazione della Provincia può inoltre essere avviato un progetto che miri a favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Contrastare le forme di lavoro sommerso nel settore della cura e dell’assistenza anche attraverso incentivi per la professionalizzazione e qualificazione del lavoro prestato. Il progetto potrebbe prevedere un incentivo economico famiglie/datori di lavoro, il supporto agli stessi per l’attivazione dei contratti di lavoro e la predisposizione di buste paga e per i disoccupati/inoccupati iscritti al Centro per l’Impiego, l’organizzazione di moduli formativi specifici rivolti ai lavoratori che svolgono attività di cura e assistenza.

Non vogliamo lasciare indietro nessuno, per questo ci attiveremo per integrare il reddito di alcune categorie che spesso rimangono ai margini e vivono situazioni di disagio economico. Negli anni del precedente mandato evidenti sono stati i segnali di un incremento costante del disagio delle famiglie: basti pensare che le richieste per il contributo per gli affitti che nel 2008 erano 390, nel 2009 sono passate a 495 per arrivare alle 590 del 2010. Non si può però parlare di contributi senza tener conto della carenza di risorse finanziarie determinata soprattutto dalla contrazione (fino in molti casi allo prosciugamento) dei principali Fondi nazionali a carattere sociale istituiti e finanziati negli anni 1997-1998 e 2005-2006 dai governi di centrosinistra.

Nonostante le molte difficoltà questa Amministrazione intende: rivisitare il metodo di individuazione dell’ISEE attraverso l’istituzione di un “coefficiente correttivo a misura di famiglia”, rendendo più eque e omogenee le tariffe del Comune, rafforzando la capacità economica delle famiglie e promuovendo l’idoneità delle stesse di svolgere al meglio le proprie funzioni alla cura, all’educazione, al sostegno e all’accoglienza; rafforzare gli interventi individuali e diretti ai singoli nuclei familiari in difficoltà attraverso l’intervento conoscitivo e di responsabilizzazione dell’assistente sociale; creare la rete del ‘cibo solidale’: nella quale il Comune si fa mediatore tra i soggetti che si occupano di distribuire prodotti alimentari agli indigenti e i punti vendita della grande distribuzione; recuperare il terreno perso nel campo dell’Edilizia pubblica prevedendo zone della città da destinare all’ERAP; individuare nuove aree per l’edilizia Economica e Popolare (zone 167, PEEP) garantendo, come previsto dalla normativa vigente, una riserva per le Forze di Polizia. Questo, a partire dal Piano Particolareggiato, recentemente approvato, di San Pio X.

Cultura, Turismo e Istruzione

La nuova immagine di San Benedetto del Tronto è data dall’aver ragionato negli anni passati sull’idea di città intessuta di relazioni culturali. Si è investito molto sul fronte culturale: centinaia sono stati gli appuntamenti di ogni genere realizzati per tutto l’anno (Incontri con l’Autore, Stagione Teatrale, convegni, incontri culturali, ecc). Parecchi gli interventi strutturali sui quali abbiamo investito per riconsegnare alla città luoghi della cultura vecchi e nuovi, spazi non più utilizzati per l’espressione dell’arte in tutte le sue forme come il Teatro Comunale Concordia, il Museo della Civiltà Marinara delle Marche o la pinacoteca presso il Palazzo Piacentini e l’archivio storico.

C’è stata una piacevole riscoperta della cultura locale, che ha garantito una maggiore consapevolezza, per i sambenedettesi e non, della storia e delle vicende di questa città, anche grazie al ripristino di eventi legati alle tradizioni locali come la Festa del Patrono – il 13 ottobre – o la Festa dei Funai – il 3 febbraio. Occorre anche perseguire un modello di iniziative culturali che favoriscano l’internalizzazione e lo scambio tra i popoli come avvenuto ad esempio con Scultura Viva e il Premio Ferrè.

Oggi San Benedetto mette a disposizione dei suoi cittadini e dei tanti turisti che la visitano ogni anno un’offerta culturale amplissima e di alta qualità, ma pensiamo non sia abbastanza. Crediamo sia necessario potenziare i luoghi della cultura: completare il polo museale “Museo del mare…aperto”; realizzare l’Antiquarium attiguo al Museo della Civiltà Marinara delle Marche; individuare adeguate modalità gestionali che valorizzino il Museo del Mare nell’ambito del sistema museale regionale, nazionale ed internazionale; adeguare la Palazzina Azzurra all’uso espositivo per accogliere grandi mostre, valorizzare gli artisti locali e lo spazio all’aperto dedicandolo prevalentemente ad iniziative culturali; potenziare le attività di ricerca ed archiviazione dei materiali di interesse storico e le attività di promozione e valorizzazione di Palazzo Piacentini; adibire il piano terra del Palazzo Moretti, già sede dei sindaci di San Benedetto nell’800, a Centro della Memoria sambenedettese; incrementare le attività teatrali e di spettacolo sostenendo le autoproduzioni di “Officina Concordia” e creando sinergie con l’Istituto Vivaldi per la produzione dei Musical; potenziare le attività dell’Istituto Vivaldi anche in collaborazione con le scuole medie cittadine attuando intese per avviare corsi musicali distaccati presso le sedi scolastiche; creare “La Banca della Memoria”, un progetto da sviluppare con gli studenti delle scuole superiori in cui raccogliere “storie d’altri tempi”, ricordi e narrazioni delle persone nate prima del 1940. L’iniziativa si può realizzare con la diffusione di filmati e interviste anche attraverso Internet in particolare YouTube. Alla fine potrà essere realizzato anche un DVD da vendere all’interno del centro per l’autofinanziamento dello stesso.

Una struttura sulla quale continueremo a puntare è la Biblioteca “Giuseppe Lesca” che da dieci anni si trova nel complesso del Municipio di viale De Gasperi ed è oggi una delle realtà culturali più importanti non solo della città, ma dell’intera Regione, con i suoi oltre 300 utenti giornalieri e i numerosi servizi erogati: informazioni e consulenza bibliografica, lettura e consultazione in sede, prestito locale di libri e materiale multimediale, prestito interbibliotecario, riviste specializzate per ragazzi, postazioni internet e area wireless, letture animate per bambini.

Negli anni la biblioteca si è anche trasformata da luogo di studio e meditazione a spazio di socializzazione: da diverso tempo infatti si è arricchita non solo di nuovi volumi, ma anche di tanti frequentatori soprattutto giovani. Di questo ne andiamo fieri e naturalmente punteremo alla promozione della lettura e all’ampliamento dei servizi bibliotecari con la qualificazione degli stessi e l’estensione della loro fruizione.

Prevediamo anche il potenziamento della sezione dedicata agli ipovedenti e la promozione di progetti di diffusione delle informazioni sulle diverse metodologie di lettura e sull’accessibilità al testo scritto e produzione di materiale specifico su San Benedetto ed il territorio circostante, richiedendo la collaborazione degli altri comuni e della Provincia.

Intendiamo inoltre realizzare un Centro multiculturale dei bambini e delle bambine nell’ex casa del giardiniere in viale “Padre Olindo Pasqualetti” dove con tutta probabilità potremmo indirizzare tutte le attività di promozione alla lettura rivolte ai più piccoli.

Nell’ottica di sfruttare la creatività insita nei giovani talenti della nostra città creeremo, all’interno di strutture già esistenti, i cosiddetti “Punti di cultura”. Saranno veri e propri centri di creatività e innovazione, animati da associazioni, cooperative o parrocchie a cui sarà affidata la gestione delle attività secondo diverse modalità di compensazione non necessariamente economiche. Questi nuovi centri dovranno essere dotati di facile accesso ad Internet secondo la filosofia del potenziare la Rete per ‘fare’ cultura in ogni sua forma artistica: musica, video, grafica, programmi online per bambini e per ragazzi.

Questa nuova dimensione culturale cittadina, ottenuta soprattutto grazie al continuo dialogo intrapreso con le molteplici associazioni, cooperative e organismi culturali presenti sul territorio, si è tradotta in una nuova vocazione turistica che in cinque anni ha visto incrementare mediamente del 5% arrivi e presenze sia nel periodo estivo che in quello invernale grazie alla capacità di praticare un’offerta turistica fondata sulla destagionalizzazione.

Anche i dati forniti dall’Osservatorio Regionale del Turismo per l’anno 2011, confermano San Benedetto Regina del Turismo nel Piceno riuscendo a sedurre tanti turisti, italiani ma soprattutto stranieri, in particolare cechi, polacchi e tedeschi. Mantenere e rafforzare questo trend nei prossimi anni vorrà dire continuare a promuovere l’immagine dei territori, lavorando per migliorare l’accoglienza, offrendo strutture ricettive adeguate e mantenendo un’ottima qualità del territorio, delle spiagge e del mare.

Dovrà essere migliorata la politica di incoming affinchè l’accoglienza e i servizi di informazione possano essere al passo con il turismo mondiale. In quest’ottica le nuove tecnologie ci vengono incontro con la possibilità di utilizzare strumenti comunicativi come le applicazioni per dispositivi mobili o i banner e gli spot pre-roll nei servizi video da veicolare attraverso la rete. Non si dovranno tralasciare però i normali canali di comunicazione e promozione: può essere utile, in questo senso, la realizzazione di una guida turistica tascabile.

Sarà necessario inoltre realizzare una innovativa campagna di marketing del territorio che preveda anche la creazione di un brand capace di identificare San Benedetto del Tronto nel mondo. Certo è che San Benedetto forte del ruolo di capofila anche nel settore turistico, non può che potenziare il legame con i luoghi più caratteristici dell’entroterra Piceno anche ragionando sulla riorganizzazione del Sistema Turistico Locale. Nel turismo una parte importante la gioca la formazione professionale sia per quanto riguarda gli operatori delle attività ricettive che per quelli impegnati nelle attività commerciali.

Nell’ottica dei miglioramenti da effettuare relativamente all’accoglienza turistica, la nostra Città dovrà prevedere – possibilmente in condivisione con gli altri comuni marchigiani turisticamente rilevanti – l’istituzione di una tassa di soggiorno per le finalità comunque disciplinate dalla legge.

Per ultima, ma non meno importante, una maggiore attenzione dovrà essere rivolta alle  ricadute ambientali che hanno i flussi turistici nella nostra Città: per tentare di riequilibrare la situazione si dovranno stimolare le strutture ricettive ad intraprendere i percorsi della certificazione ambientale e di qualità.

L’attenzione verso il sistema scolastico ha caratterizzato gran parte delle iniziative realizzate nella scorsa amministrazione. Abbiamo creato le sezioni Primavera in alcuni circoli cittadini e intendiamo accrescerle assicurando la creazione di una sezione Primavera in ogni circolo didattico. Abbiamo assicurato un servizio mensa di qualità, erogato attraverso una tessera magnetica (Junior Card), che pone attenzione a tutte le sensibilità e le problematiche legate all’alimentazione dei minori e permette a tutti i bambini di ottenere un servizio, anche se la famiglia di origine è in difficoltà. Per venire incontro alle necessità delle famiglie con bassi redditi abbiamo anche previsto l’esenzione dal pagamento dei  “buoni – pasto”, l’erogazione del kit scuola, la creazione di borse di studio e la semigratuità dei libri di testo, nonché il prestito d’onore per gli studenti universitari, figli di lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Abbiamo garantito il servizio di trasporto scolastico e assistenza a bordo per gli studenti delle scuole materne, elementari e medie inferiori, stipulando una convenzione con la START plus.

Nonostante le difficoltà economiche che ci inducono alla razionalizzazione delle spese anche nel settore scolastico, continueremo a sostenere il diritto allo studio attraverso contributi alle famiglie. Proseguiremo nell’attuare un programma di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici: in particolare per dare delle risposte ai problemi di alcuni plessi scolastici ormai fatiscenti e con costi di gestione troppo elevati, creeremo Poli Scolastici Integrati che in alcuni casi comprendano asili nido, classi della primaria e della secondaria di primo grado. Partendo dal nord della città vorremmo trasferire l’unica classe della scuola dell’infanzia di via Petrarca nella scuola Primaria “N. Miscia” di via Ferri, insieme alle altre tre classi della scuola dell’infanzia già presenti; le classi della scuola primaria “Santa Lucia“ alla “B. Piacentini“; le classi della scuola dell’Infanzia di Via Togliatti sarebbero convogliate nel nuovo polo scolastico di via Togliatti, ove troverebbe posto una scuola dell’infanzia e la scuola secondaria di primo grado “Curzi“ attualmente in via Golgi e nelle succursali di viale De Gasperi e via Luciani. Nel quartiere Ragnola nascerebbe un unico polo comprendente la scuola dell’Infanzia di via Mattei e una nuova scuola primaria che accoglierebbe le classi attualmente presenti nel plesso “Ragnola” di via Monte Ascensione e una metà delle classi della scuola di via Damiano Chiesa, mentre l’altra metà verrebbe fatta confluire all’interno della scuola primaria “Spalvieri” di via Colleoni, successivamente ad un intervento di ristrutturazione. Scomparirebbe così la succursale della secondaria di primo grado “Cappella – Curzi”, presente con tre classi nel plesso della Scuola “Spalvieri”, che sarebbero spostate nel plesso centrale di Piazza Setti Carraro, anche esso oggetto di un intervento di ristrutturazione. Con questa operazione i ragazzi potrebbero usufruire di ulteriori servizi come i laboratori presenti solo nella sede centrale della media di Porto D’Ascoli.

Le economie derivanti dalla dismissione di otto plessi scolastici (l’infanzia di via Petrarca, la primaria Santa Lucia, la primaria di via D. Chiesa, la media di via Golgi, le succursali di viale De Gasperi e via Luciani, l’infanzia di via Togliatti, la primaria Ragnola), permetterebbero di realizzare nuove strutture polivalenti (i nuovi poli scolastici di via Togliatti e via Mattei) e di liberare risorse utili per mantenere tutti i servizi educativi cittadini.

Rafforzare l’educazione, realizzare scuole dell’innovazione, difendere la scuola pubblica saranno i tre imperativi che sosterremo nel mandato amministrativo appena iniziato.

Passando alla questione Università, da alcuni anni, hanno uno straordinario successo le facoltà presenti a San Benedetto del Tronto, sono sedi distaccate dell’Università degli studi di Camerino e dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona. Il numero di iscritti è stato molto alto fin dai primi anni di attivazione dei corsi. Questa amministrazione proseguirà nel potenziamento della città di San Benedetto come sito universitario, cercando di offrire agli studenti in sede e fuori sede, agevolazioni sia per quanto riguarda le opportunità di proseguire la propria vita lavorativa in città, sia per assicurare loro servizi migliori.

OPERE PUBBLICHE E URBANISTICA

Come nei cinque anni trascorsi, anche nei prossimi massima attenzione verrà prestata alla trasformazione dell’assetto urbanistico della città e al completamento delle opere pubbliche già iniziate oltre alla realizzazione di nuove in partnership con la Regione Marche, i Comuni limitrofi e i soggetti privati.

La parola Urbanistica spesso suscita ‘cattivi pensieri’. Si tratta, invece, di una tematica fondamentale per la vita di una città, coinvolgendo trasformazioni che vogliamo e dobbiamo governare evitando il conflitto tra interessi privati e bisogni collettivi mantenendo un equilibrio che coniughi la crescita e lo sviluppo dell’edilizia con il benessere dei cittadini e la peculiarità paesaggistiche di San Benedetto.

Lo scorso mandato ci ha visto impegnati in diverse tipologie di decisioni che potremmo riassumere in: interventi visibili, come la manutenzione ordinaria e straordinaria in tutti i quartieri; progettazione di più ampio respiro, per esempio i due sottopassi di via Pasubio e zona San Giovanni o la riqualificazione dell’Albula che hanno richiesto cinque anni di iter tecnico-amministrativo; e infine atti meno visibili nell’immediato ma molto strategici, come appunto i provvedimenti urbanistici, che ridisegnano il futuro della città, o le stesse politiche del lavoro. Nello specifico mi riferisco a due strumenti molto importanti: Piano Regolatore del Porto e del Progetto Casa Comunale che sono stati approvati nei primi 100 giorni di questa nuova amministrazione, ma che sono maturati nei precedenti cinque anni.

Il lungo lavoro impostato sull’area del porto e culminato nell’approvazione del Piano Regolatore del Porto offre la possibilità di un rilancio dell’attività cantieristica e delle attività commerciali e turistico – ricettive che in quella zona potranno essere insediate. L’aver sottoscritto un accordo epocale con la Capitaneria di Porto e la Regione Marche per consentire agli operatori di realizzare progetti di rilancio delle attività portuali e aver intercettato un importantissimi finanziamenti per: l’ampliamento dello scalo di alaggio – i cui lavori sono già partiti porteranno allo sviluppo del porto peschereccio e dell’approdo turistico.

Nei prossimi anni il Porto sambenedettese potrà guardare oltre i suoi confini e in un’ottica prettamente internazionale aderendo al progetto della cosiddetta Macroregione Adriatico – Ionica. Si tratta di una grande opportunità per la marineria e per l’intera città di San Benedetto, oltre che per le Marche, poiché permetterà di intercettare fondi dell’Unione europea per sviluppare la relazione tra le diverse sponde del Mar Mediterraneo e per realizzare importanti infrastrutture. La nostra città ha sperimentato e sta ancora sperimentando progetti che guardano oltre i confini cittadini, provinciali e regionali, pensiamo allo Sportello Europa e alla recente costituzione dei Gruppi di Azione Costiera. Sono anche questi gli strumenti che permettono ad una istituzione di dare risposte alle esigenze presenti e future di una comunità.

Sebbene San Benedetto sia stata una delle prime città delle Marche a dotarsi di un Piano Regolatore Generale adeguato al Piano Paesistico Ambientale della Regione Marche, da anni è emersa la necessità di aggiornare lo strumento generale di pianificazione urbanistica, alla luce dei numerosi cambiamenti intercorsi dalla metà degli anni ottanta ad oggi, soprattutto in materia economica, sociale ed ambientale.

Pur in assenza di leggi nazionali e regionali aggiornate secondo le politiche e le buone pratiche più recentemente introdotte nell’urbanistica, la precedente amministrazione comunale ha attuato una coerente attività di pianificazione, che ha individuato nella struttura unitaria composta da Schema DirettoreValutazione Ambientale Strategica gli indirizzi, gli obiettivi ed i criteri per la definizione di un nuovo quadro pianificatorio generale orientato allo sviluppo sostenibile.

Queste valutazioni sono caratterizzate da una elevata partecipazione alle scelte a più livelli di rappresentatività, passando dalle autorità con competenze ambientali alle strutture amministrative comunali ed al coinvolgimento della cittadinanza.

Il Piano Regolatore Generale della città era e resta una priorità. Alcune sue parti hanno già visto la luce: Piano Spiaggia, Piano degli Alberghi e Piano Casa. Proprio quest’ultimo progetto risponderà a una delle più forti urgenze vissute dai cittadini, specie le giovani coppie e i single che spesso faticano a trovare casa a San Benedetto per via dei costi, ma andrà anche a riqualificare intere zone degradate della città, sia pubbliche che private.

La prosecuzione dell’iter per l’adozione del nuovo PRG non potrà prescindere da un sempre maggiore coinvolgimento della città e dei suoi saperi e in questo senso di pensa di istituire un team di esperti, professionisti originari del nostro territorio, in varie discipline tecniche (climatologia, agronomia, geologia, ingegneria, architettura, diritto, energie rinnovabili, economia, sociologia) che, a titolo gratuito, possano consigliare gli amministratori per operare scelte che consentano la redazione di un PRG ad impatto zero. L’iter del nuovo PRG dovrà essere affiancato da un percorso di reale coinvolgimento dei cittadini, nelle forme di un “PRG Partecipato” sul modello adottato per il Bilancio Partecipato.

Crediamo che negli anni San Benedetto abbia confermato il ruolo guida per il comprensorio anche in campo urbanistico e che dovremmo continuare  riqualificando e razionalizzando i tessuti urbani esistenti con un concreto miglioramento nella dotazione di servizi pubblici e nella qualità urbana. Questo grazie anche ad una delle prime azioni intraprese nel 2006: la costituzione dell’Associazione dei Comuni (Acquaviva Picena, Cossignano, Cupra Marittima, Grottammare, Monsampolo, Montalto Marche, Monteprandone, Ripatransone).

Questo organismo ha permesso alla città di coordinare e programmare al meglio le attività culturali e turistiche (stagione teatrale, concertistica, calendario delle manifestazioni estive), sociali (l’individuazione di alcuni servizi territoriali come ad esempio la Comunità Alloggio per il disagio psichico, la Struttura riabilitativa protetta per il disagio mentale) e infrastrutturali, cioè la progettazione del collegamento del Porto con la Bretella (attraverso un tracciato che coinvolge anche il Comune di Grottammare).

Crediamo oggi che un’altra opera importante che passa attraverso una concertazione tra il Comune di San Benedetto e quello di Monteprandone, è lo spostamento della Sottostazione di via Piemonte. Infatti con l’elettrificazione della linea ferroviaria Ascoli Piceno/Porto d’Ascoli, nel territorio di Centobuchi si dovrà realizzare una sottostazione per l’alimentazione della tratta. Quindi si può cogliere questa opportunità e realizzare due sottostazioni: si risolverebbe così radicalmente il problema dei tralicci e dell’interramento dei cavi dell’alta tensione in via Bianchi.

Certo è che, nella consapevolezza delle sempre più ridotte risorse economiche disponibili nel bilancio comunale, non possiamo esimerci dall’individuare e sviluppare interventi con il concorso di risorse private, finalizzati ad ottenere una reale e ben quantificabile convenienza per la parte pubblica.

Per questo vorremmo attivare accordi di programma pubblico-privati o project financing per la realizzazione di ulteriori interventi: recupero e riqualificazione delle aree degradate; housing sociale ; riqualificazione e rinaturalizzazione dei corsi d’acqua a pettine (Torrenti Ragnola, Acqua Chiara, Fornaci e Albula) oltre ad una serie di altre Opere Pubbliche.

Intendiamo, in un’ottica di partecipazione e di condivisione con la cittadinanza dei progetti che continueranno a cambiare il volto della nostra città istituire uno Urban center, uno spazio fisico dedicato all’informazione sui principali piani e progetti cittadini, un punto di riferimento per la progettazione condivisa del futuro di San Benedetto che può trasformarsi in un laboratorio di idee, interagendo attraverso gli strumenti di e-democracy e realizzare Laboratori di Urbanistica Partecipata con gli studenti delle scuole primarie, per la progettazione di aree verdi pubbliche, scolastiche, percorsi sicuri come ad esempio si è già iniziato con i progetti di mobilità alternativa che hanno coinvolto le scuole come il PiediBus o il progetto “Più bici, meno Suv” che vedrà il suo sviluppo nella realizzazione di percorsi di “BiciBus” per gli studenti, prima nel quartiere Sentina e poi in altre zone della città.

Per quanto riguarda le opere pubbliche l’Amministrazione porterà a termine diversi lavori già iniziati e contenuti nel piano Pluriennale delle opere pubbliche 2012 – 2014 (vedi allegato 1): in particolare si dovrà provvedere alla progettazione del secondo stralcio (già finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione con 500 mila euro), dell’opera di risanamento e messa in sicurezza del Paese Alto che vedrà coinvolta anche la Piazza dedicata alla poetessa Bice Piacentini. Senza dimenticare poi la futura realizzazione del parcheggio interrato di Piazza San Giovanni Battista, che comprenderà anche la riqualificazione della Piazza che costeggia Via Montebello (ex mercato).

Si continuerà ad intervenire per bloccare l’erosione costiera attraverso una serie di opere: la riqualificazione della foce dell’Albula (parte di un progetto più ampio che riguarda l’intero Torrente, fino a monte), la sistemazione della foce del Tronto e azioni concrete per il contrasto dell’erosione della Riserva Naturale Regionale Sentina.

Nei prossimi anni proseguiremo il lavoro per rendere questa città completamente fruibile ed accessibile da tutti.

Si lavorerà alla realizzazione di una “bretella” in grado di raccordare il casello autostradale di Grottammare a quello di Porto d’Ascoli. A tal proposito, la progettazione terrà conto della necessità di collegare l’area portuale – coinvolgendo se necessario il comune di Grottammare – affinché questa nuova arteria possa contribuire alla valorizzazione del polo logistico già esistente nella Vallata del Tronto.

Rimanendo nella zona nord della città, un obiettivo, il cui perseguimento è già stato avviato (bando emanato a fine 2010, per il quale si stanno attendendo i primi esiti dell’iter procedurale) è la riqualificazione dello Stadio “Fratelli Ballarin” e dell’area circostante.

Nel 2012 ricorrerà l’ottantesimo anniversario dall’inaugurazione del nuovo Lungomare, progettato dall’Ing. Onorati. Anche in considerazione di questa occasione riteniamo prioritaria la riqualificazione del tratto nord del nostro Lungomare.

E vista l’entità dei costi (7 milioni e 770 mila euro) sarà necessario procedere all’intercettazione di diverse tipologie di finanziamento.

Continueremo inoltre l’opera di aggiornamento sul sito internet istituzionale dello stato di avanzamento dei principali interventi in materia di opere pubbliche che il Comune ha progettato, sta realizzando o ha già concluso divisi per tipologia (Riqualificazione Aree pubbliche, Viabilità, Infrastrutture, Immobili).

Sport

San Benedetto ha sempre valorizzato la funzione sociale dello sport. Sono tante le realtà che operano nella nostra città, tanti i successi ottenuti a vari livelli territoriali e tante le speranze per un futuro ricco di soddisfazioni. Moltissimi i giovani sambenedettesi che praticano lo sport per passione o per agonismo. Nella precedente amministrazione siamo riusciti ad ammodernare e creare centri sportivi funzionali, adeguati, fruibili, di qualità. Abbiamo ammodernato lo Stadio Riviera delle Palme; riqualificato molti campi di calcio (il Ciarrocchi nel quartiere Sentina, lo Schiavoni nel quartiere Ragnola e il Merlini meglio noto come Campo Europa), di pattinaggio e di atletica; aperto la tensostruttura per la ginnastica artistica e il campo di pre-allenamento nel complesso sportivo “Sabatino D’Angelo” oltre al circuito di pattinaggio su strada nel quartiere Agraria, abbiamo iniziato la realizzazione di un Campo da Rugby a sud della città e aperto la Palestra della Scuola Curzi.

L’impegno di questa Amministrazione consisterà nel contribuire “una tantum” affinché tutti gli interventi  portati avanti in questi anni sugli impianti sportivi possano proseguire. Certo è che, viste le ridotte entrate nelle casse comunali, crediamo sia opportuno sollecitare progetti in grado di auto sostenersi finanziariamente per la realizzazione o la ristrutturazione in concessione di impianti sportivi di base. Si pensa ad esempio alla ristrutturazione della piscina comunale che richiede manutenzioni straordinarie e alla realizzazione di un nuovo impianto natatorio che possa accogliere l’afflusso sempre crescente di utenti della piscina “Primo Gregori” e ospitare gare di livello internazionale.

Siamo oltremodo convinti che alcuni impianti sportivi possano diventare strutture polifunzionali. Ad esempio lo stadio Riviera delle Palme, grazie alla riqualificazione che sta per essere portata a termine in collaborazione con la Sambenedettese calcio, potrà diventare uno spazio capace di accogliere non solo gare di calcio ma anche eventi di grande richiamo di diversa natura, come spettacoli e concerti. Inoltre crediamo che la squadra Rossoblù, da sempre gloria cittadina, necessita di far crescere le scuole di calcio giovanili, assicurando opportuni spazi e luoghi per l’allenamento. Per questo stiamo già valutando la possibilità di individuare aree private dove realizzare nuove strutture nelle immediate vicinanze del Riviera delle Palme.

Abbiamo sempre pensato lo sport come mezzo di educazione e promosso manifestazioni ed eventi che mettessero in risalto quei valori che formano il carattere e suggeriscono stili di vita salutari (pensiamo a Guadagnare salute e Giocosport). La promozione sportiva, soprattutto all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, è da implementare anche promuovendo le discipline meno diffuse: come il rugby, la danza sportiva, la ginnastica artistica, le arti marziali ponendo particolare attenzione alla cosiddetta ginnastica dolce dedicata a quella fascia di popolazione non più giovane.

Si sta pensando, in collaborazione con cooperative o associazioni operanti sul territorio, di erogare alcuni contributi che vadano a coprire una percentuale della spesa per la pratica di un’attività sportiva al fine di sostenere le famiglie che in questa fase di crisi economica incontrano difficoltà nel far praticare ai propri figli un’attività sportiva.

18 ottobre 2011                                                                              Giovanni Gaspari

Sindaco di San Benedetto del Tronto

Scarica qui il programma di mandato 2011 – 2016 in formato .pdf

Lascia una risposta