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Programma Elettorale 2011 – L’Abc…

L’Abc… della buona amministrazione

Programma elettorale del Candidato Sindaco Giovanni Gaspari e della coalizione di centro-sinistra di San Benedetto del Tronto – elezioni amministrative 2011

A come Ambiente

A come Anziani

A come Associazione di Comuni

B come Bambini

B come Benessere

C come Commercio

C come Cultura

D come Diritti&Doveri

E come Energia

F come Famiglia

G come Giovani

H come Handicap

I come Innovazione…alla portata di tutti

I come Integrazione

L come Lavoro

M come Mobilità (e) alternative

N come Nautica

O come Opere pubbliche

O come Ospedale

P come Parco Marino

P come Pari opportunità

P come Pesca & Porto

Q come Quartieri

R come Reddito

R come Riserva della Sentina

R come Risorse umane

S come Scuola

S come Solidarietà

S come Sport

S come Sviluppo Sostenibile

T come Trasporto Pubblico Locale

T come Turismo

U come Urbanistica

V come Verde

V come Viabilità

W come Wi fi libero

Z come ZTL

Progetto Solidarietà – Benessere – Turismo

Abbiamo governato questa città per 5 anni, sono cambiate molte cose, alcuni processi più grandi di noi ci hanno travolto. Abbiamo idee e progetti da condividere con i cittadini per andare avanti e rendere San Benedetto una città sempre più vivibile e solidale.

Non è facile parlare di futuro in questo momento. Ma noi non ci tiriamo indietro.

La solidarietà crediamo possa essere una strategia chiave in questo nostro Paese, sempre più martoriato da crisi economico-finanziarie, da calamità naturali e da emergenze umanitarie.

La soluzione non è “chiudersi a riccio”, ma aiutare chi ne ha bisogno a risollevarsi, affinché poi tutti possano godere di un benessere diffuso. Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che la strada più percorribile e giusta per dare futuro ai cittadini è quella degli investimenti in ricerca e formazione, del sostegno ai consumi delle famiglie e dei soggetti sociali più deboli, della riduzione di diseguaglianze che fanno dell’Italia un Paese ingiusto ed ingessato in privilegi e impossibilità di fare valere il merito.

Con i brutali tagli di questi anni fatti dal governo centrale, si impone la necessità di ridisegnare il welfare locale tenendo insieme il principio della sua universalità e la capacità di dare a chi per davvero ha bisogno (e talora rischia di rimanere escluso per assenza di informazioni o deficit culturale), dare valore alla scuola che rappresenta nei fatti il primo luogo dove affermare una cultura del merito e delle pari opportunità.

Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini, ma non ha le forze economiche e sociali necessarie a risolvere storture strutturali che derivano dalla travagliata storia italiana e non ultimo dalla una lunga storia nazionale e dalle debolezze e incapacità del Governo Berlusconi.

Intendiamo impegnarci in un’alleanza politica che affronti con coraggio le scelte concrete di ogni giorno, nell’incontro tra le diverse culture che si riconoscono nell’antifascismo e che operano per la piena applicazione dei principi della Costituzione, contrastando con la pratica quotidiana e con scelte coerenti gli attacchi che il centro-destra mette in campo per dividere l’Italia e per una svolta autoritaria e presidenzialista del nostro sistema democratico.

Chiediamo il sostegno di quanti credono in un Paese differente da quello avvolto nelle spire di un regime populista e di una cultura egoista, espressione di una destra autoritaria e illiberale. Ci guida l’idea forte della sinistra e della cultura sociale moderna: pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente.

Oggi la nuova stagione per lo sviluppo locale non può che partire dal basso, dall’attenta osservazione di ciò che già è in movimento nelle comunità locali e che chiede di essere accompagnato nei suoi percorsi evolutivi. E’ essenziale puntare sulla comunità sociale, sulla creazione di quei presupposti di infrastrutturazione sociale e di relazionalità interna ed esterna, aperta e orientata sulle varie frequenze di reti, anche prendendo esempio da quelli che sono stati i pilastri del miglior localismo nostrano, ad esempio, quello dei distretti che hanno fatto la vera forza economica e produttiva del nostro Paese.

Il Parco Marino, La Riserva Sentina, i Parchi della Laga e dei Sibillini, le bandiere blu, le bandiere Arancione e Rosse, le vele di Legambiente, i giudizi dei pediatri sulla sicurezza della spiaggia di San Benedetto, la certificazione ambientale debbono rappresentare il valore aggiunto della città, in un territorio complessivamente di qualità: perché non si promuove solo il pacchetto San Benedetto ma tutto il territorio.

A San Benedetto del Tronto si vive bene. I cittadini sono contenti di abitarci, soprattutto coloro i quali hanno la possibilità di fare un confronto diretto con altre realtà. I sambenedettesi vorrebbero per lo più rimanere in città e chi conosce San Benedetto, se ne ha la possibilità, viene a viverci. Di questo dobbiamo andare fieri ed orgogliosi, ma nello stesso tempo dobbiamo impegnarci a mantenere ciò che c’è di positivo e a risolvere le criticità che naturalmente non neghiamo ci siano.

Ma San Benedetto ha la cultura, le energie e le competenze per accettare la sfida. La città, che in questi anni non si è fermata, può continuare a cambiare per garantire un futuro sicuro, dove il buon vivere sarà una funzione della conoscenza, della sicurezza, della bellezza, della convivialità.

A come Ambiente

Ma anche A come Acqua pubblica! A San Benedetto l’acqua non è una merce, ma un diritto e un bene prezioso da non sprecare. L’abbiamo deciso cambiando anche il nostro Statuto comunale.

Ma occorrono anche azioni concrete, abbiamo quindi deciso di

  • collocare in alcuni punti strategici della città dei distributori di acqua potabile, sia acqua naturale che frizzante. L’acqua dell’acquedotto, oltre ad essere disponibile sul posto (KM 0) è soggetta a controlli periodici quindicinali, mentre l’acqua in bottiglia è controllata ogni cinque anni.
  • Distribuire kit riduttori di flusso alla cittadinanza (con un risparmio di acqua che va dal 18 al 34% d’estate)

Verso i “Rifiuti zero

Nella nostra città si è già iniziato questo percorso e la raccolta “porta a porta” sta dando dei grandi risultati: grazie alla fattiva collaborazione dei cittadini siamo arrivati al 42%. Dobbiamo continuare su questa strada con:

  • la progressiva rimozione dei cassonetti stradali e la conseguente introduzione di un sistema di raccolta rifiuti “porta a porta” spinto;
  • la realizzazione di una seconda ricicleria comunale nel nord della città;
  • la creazione di un centro del riuso, dove poter scambiare i beni che sono ancora utilizzabili, creando una rete con i mercatini dell’usato;
  • l’incentivazione della vendita di prodotti alla spina coinvolgendo la Grande Distribuzione ed i minimarket di quartiere, richiedendo anche un contributo alla Regione Marche;
  • una nuova distribuzione del kit di pannolini ecologici per neonati;
  • la messa a disposizione di uno spazio per il Mercato dei prodotti della terra: beni dei produttori locali che hanno una ottima qualità e prezzi più bassi perché a KM 0, coinvolgendo i Gruppi di Acquisto Solidale e avvicinando così il produttore al consumatore.

Educazione ambientale

Negli ultimi anni fondamentale è stato il coinvolgimento delle scuole cittadine nella programmazione delle politiche ambientali comunali, ne è prova il Protocollo d’Intesa sottoscritto da tutte le scuole primarie e i numerosi riconoscimenti nazionali ottenuti.

Bisogna continuare in questa direzione, puntando alla creazione di un Centro di Educazione Ambientale Regionale alla Sentina, presso la Torre sul Porto, dove i giovani potranno seguire lezioni sull’energia, l’acqua, la biodiversità, i rifiuti, la mobilità, la sana alimentazione e svolgere attività di laboratorio. La formazione della cultura ambientale, del rispetto degli spazi pubblici, non può prescindere dal coinvolgimento delle scuole e delle famiglie degli alunni.

Certificazione Ambientale

Il Comune da oltre un anno è impegnato nel difficile percorso della certificazione ISO 14001 dell’intera struttura, tale importante traguardo si aggiunge al riconoscimento della Bandiera Blu, alle Vele di Legambiente, al Premio Comuni Virtuosi. Fondamentale sarà continuare a lavorare per la conservazione e l’implementazione di questi standard di eccellenza, attraverso investimenti nel monitoraggio ambientale e nelle iniziative di riqualificazione del territorio, nella convinzione che impegnarsi per migliorare la qualità della vita dei cittadini significa anche investire sull’accoglienza e sulla capacità attrattiva della città.

A come Anziani

La nostra è una città con un elevato numero di persone anziane e quindi le nostre politiche dovranno tener conto anche di questa realtà importantissima.

Se da un lato dovrà essere ripreso il progetto di sopraelevazione del Centro “Primavera” la cui realizzazione consentirà un considerevole aumento dei posti sia della Casa di Riposo che in Residenza Protetta, dall’altro sarà necessario sostenere adeguatamente le famiglie che gestiscono la presenza al loro interno di anziani totalmente o parzialmente non autosufficienti anche attraverso il potenziamento del servizio di assistenza domiciliare che potrà essere gestito a livello di Ambito Territoriale sociale. Ma c’è anche chi, tra gli anziani, non ha la fortuna di avere una famiglia che li segue: l’Amministrazione attiverà un servizio a domicilio di consegna di un pasto giornaliero (la cui composizione sarà stabilita dal dietologo dell’ASUR, come per le mense scolastiche) e il costo sarà parametrato con l’indicatore della situazione socio-economica.

A coma Associazione di Comuni

Una delle prime azioni intraprese nel 2006 è stato l’avvio del coinvolgimento dei comuni vicini al nostro per costituire l’Associazione dei Comuni (Acquaviva Picena, Cossignano, Cupra Marittima, Grottammare, Monsampolo, Montalto Marche, Monteprandone, Ripatransone).

Questo organismo ci ha permesso di coordinare e programmare al meglio le attività culturali e turistiche (stagione teatrale, concertistica, calendario delle manifestazioni estive ecc), sociali (l’individuazione di alcuni servizi territoriali come ad esempio la Comunità Alloggio per il disagio psichico, la Struttura riabilitativa protetta per il disagio mentale) e infrastrutturali, cioè la progettazione del collegamento del Porto con la Bretella (attraverso un tracciato che coinvolge il Comune di Grottammare). Un’altra opera importante che passa attraverso una concertazione tra il Comune di San Benedetto e quello di Monteprandone, è lo spostamento della Sottostazione di via Piemonte. Infatti con l’elettrificazione della linea ferroviaria Ascoli Piceno/Porto d’Ascoli, nel territorio di Centobuchi si dovrà realizzare una sottostazione per l’alimentazione della tratta. Quindi si può cogliere questa opportunità e realizzare due sottostazioni, in questo modo si risolverebbe radicalmente il problema dei tralicci e dell’interramento dei cavi dell’alta tensione in via Bianchi.

B come Bambini

Minori sì, ma importanti!

In questi anni si è lavorato molto (è stato aperto il terzo asilo nido, è stata avviata la sezione Primavera per i bimbi fra i 24 e i 36 mesi, è stata aperta un’altra ludoteca) ma tanto ancora c’è da fare pensando ai nostri piccoli cittadini ed alle loro famiglie.

  • Intanto abbiamo pensato all’attivazione di una terza ludoteca o, in alternativa, di un Centro di aggregazione giovanile.
  • Si prospettano l’aumento dei posti all’interno dell’asilo nido “La Mongolfiera” e l’apertura di una sezione Primavera in ogni circolo didattico.
  • Va inoltre verificata la possibilità di promuovere sul territorio l’attivazione di nidi domiciliari (spazi educativi all’interno di abitazioni, che possono ospitare un numero limitato di bimbi), magari in via sperimentale in qualche quartiere in collaborazione con gli organismi rappresentativi dei quartieri stessi.
  • Baby sitter qualificati

Si pensa alla realizzazione di corsi di formazione da parte del Comune per “aspiranti” baby sitter, con lo scopo di stilare un apposito elenco qualificato e diviso per quartieri. I bambini, pur restando nel loro ambiente domestico, hanno la possibilità di stabilire rapporti con altri adulti e di allargare le loro capacità relazionali trascorrendo alcune ore della giornata con personale qualificato in grado di attuare percorsi educativi significativi e diversificati attraverso proposte di gioco e di attività mirate. Si tratta di un’iniziativa innovativa perché la qualità è garantita dal Comune che mette a disposizione una lista di persone ma il rapporto di lavoro è tra la baby sitter e la famiglia.

B come Benessere

Nei 5 anni di amministrazione di centro-sinistra abbiamo lavorato sull’hardware…è ora di pensare al software! Cosa vuol dire? Pensiamo alla crescita della FIL la “felicità interna lorda” dei sambenedettesi.

Qui nella nostra Regione si vive sostanzialmente bene, ma a San Benedetto esiste un fattore attrattivo notevole. Molto spesso chi la visita e la conosce oltre a ritornarci, decide di stabilirvi la propria dimora quando va in pensione.

San Benedetto dev’essere sempre più città delle opportunità, del lavoro, della creatività.

Queste sono caratteristiche che ci permetteranno di acquisire la certificazione ambientale ISO 14001. Così come si lavorerà per riconfermare ogni anno la bandiera blu, le vele di Legambiente e la valutazione ottimale di quasi 400 pediatri italiani che hanno indicato San Benedetto come comune che offre spiagge sicure per i bambini (indagine di Italo Farnetani, pediatra e professore di comunicazione scientifica all’Università di Milano).

Continueremo ad essere in prima linea per l’istituzione del Parco Marino (per ora sta al Ministero dell’Ambiente l’ultimo passo decisivo) per garantire un futuro alla pesca e al turismo, così come continueremo con la valorizzazione della Riserva Naturale della Sentina (per es. con il recente avvio dei lavori di restauro conservativo per la valorizzazione del monumento “Torre sul porto” e il recupero ambientale della zona retrodunale, grazie a contributi europei).

E ancora parchi attrezzati, percorsi pedonali e ciclabili perché il verde e lo spazio devono essere fruibili e facilmente accessibili a ogni cittadino. Non è un caso che da sempre il nostro lungomare viene considerato una vera e propria “palestra a cielo aperto” e i percorsi vita all’interno delle aree verdi sono numerosi e frequentatissimi. Bisognerà trovare un modo affinché la cura e la gestione degli stessi, vengano affidate a delle associazioni no profit.

C come Commercio

La città di San Benedetto si è caratterizzata e si caratterizza per essere particolarmente vivace oltre che nel turismo anche nel settore il commercio. Siamo il punto di riferimento per un comprensorio più vasto che va da Porto San Giorgio a Giulianova, oltre che per tutto l’entroterra.

Tutte le azioni devono essere tese a facilitare l’apertura delle attività commerciali e artigianali e per questo è stato istituito il SUAP – Sportello Unico Attività Produttive. Nonché a sostenere i centri commerciali naturali, favorire la distribuzione e la vendita dei prodotti locali che sono a KM 0. Il pubblico deve intervenire nella riqualificazione e nel recupero dei luoghi perché questa è la condizione per far investire il privato. Esempi importanti a supporto di questa tesi sono il Paese Alto, la cui riqualificazione è in atto, e via Labirinto con Piazza Matteotti che hanno visto negli ultimi anni un rifiorire delle attività commerciali.

Si dovranno mettere in campo azioni di contrasto riguardo ai facili passaggi delle licenze dei venditori ambulanti, che spesso sono legati ad un vero e proprio commercio degli extracomunitari.

E’ intenzione della prossima amministrazione porre un limite alle sagre che negli ultimi anni hanno inondato le estati sambenedettesi, per favorire lo svolgimento di quelle che hanno un vero legame con il territorio.

C come Cultura

La cultura è stata una grande protagonista in questi anni: centinaia gli appuntamenti di ogni genere, diversi gli interventi strutturali per garantire sempre maggiore spazio a questa massima espressione dell’identità umana (Teatro comunale, Museo del Mare). C’è stata una piacevole riscoperta della cultura locale, che ha garantito una maggiore consapevolezza per i sambenedettesi e non della storia e delle vicende di questa città.

Ci sono margini di miglioramento!

Potenziare i luoghi della cultura

  • Completamento del polo museale “Museo del mare … aperto”
  • Realizzazione dell’Antiquarium entro dicembre 2011
  • Individuazione di adeguate modalità gestionali, valorizzazione del Museo del Mare nell’ambito del sistema museale regionale, nazionale ed internazionale.
    • Palazzina Azzurra
    • Adeguamento della struttura all’uso espositivo. Grandi mostre, valorizzazione degli artisti locali, spazio all’aperto per iniziative culturali
      • Palazzo Piacentini ed archivio Storico
      • Potenziamento delle attività di ricerca ed archiviazione dei materiali di interesse storico ed attività di promozione e valorizzazione di Palazzo Piacentini
      • possibilità di adibire il piano terra del Palazzo Moretti (già sede dei sindaci di SBT dell’800)…a Centro della Memoria sambenedettese – La Banca della Memoria: un progetto da sviluppare con gli studenti delle scuole superiori che possono raccogliere le “storie d’altri tempi”, ricordi e narrazioni delle persone nate prima del 1940. L’iniziativa si può realizzare con la diffusione di filmati e interviste attraverso Internet, e YouTube, e si rivolge principalmente ai giovani. Alla fine si può realizzare un DVD da vendere all’interno del centro per l’autofinanziamento dello stesso.
        • Teatro Concordia
        • Attività teatrali e di spettacolo, sostegno alle autoproduzioni di Officina Concordia con possibile collaborazione con l’Istituto Vivaldi per la produzione dei Musical.
        • Istituto Musicale Vivaldi
        • Potenziamento delle attività anche in collaborazione con le scuole cittadine. Attuazione dell’intesa con la scuola Cappella-Curzi per attivazione di corsi musicali distaccati presso la sede scolastica di Porto d’Ascoli
  • La Biblioteca come luogo di studio, meditazione e…socializzazione

Da diverso tempo la nostra biblioteca si è arricchita oltre che di nuovi volumi anche di tanti frequentatori, soprattutto giovani. Di questo ne andiamo fieri e naturalmente punteremo alla promozione della lettura e ampliamento dei servizi bibliotecari con la qualificazione degli stessi e l’ampliamento della loro fruizione.

  • Ciò anche attraverso attività di promozione della lettura particolarmente rivolte ai bambini e bambine con la realizzazione del Centro multiculturale dei bambini e delle bambine nell’ex casa del giardiniere presso la pineta.
  • Si prevede anche un potenziamento della sezione dedicata agli ipovedenti e la promozione di progetti di:
    • diffusione delle informazioni sulle diverse metodologie di lettura e sull’accessibilità del testo scritto,
    • produzione di materiale specifico su San Benedetto ed il territorio circostante (richiesta la collaborazione degli altri comuni e della Provincia).
      • Punti di cultura
      • creazione, all’interno di strutture già operanti, di ‘centri di creatività e innovazione’, “animati” da un’associazione o una parrocchia a cui sarà affidata la gestione delle attività secondo diverse modalità di compensazione non necessariamente economiche. Nei nuovi centri i cittadini potranno avere un facile accesso ad Internet, potendo così sviluppare le potenzialità della Rete per ‘fare’ cultura in ogni sua forma artistica: musica, video, grafica, programmi speciali per bambini e per ragazzi.

D come Diritti&Doveri

Garantire il godimento dei diritti fondamentali delle persone è tra i compiti delle Istituzioni. In una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando, il Comune non riesce da solo ad arrivare a tutte le situazioni di disagio: oltre al diritto alla salute, all’istruzione, esiste anche un diritto alla dignità che può voler dire aver diritto al cibo, ad un tetto sotto cui ripararsi ecc ecc. Spesso per tentare di risolvere i loro problemi molti si rivolgono alle parrocchie.

L’obiettivo di un’Amministrazione dev’essere quello di stare vicino alle associazioni (la Caritas, la casa di accoglienza di Don Marino, Cristo Re, l’associazione sulle Ali dell’Amore e tante altre) che oggi insieme al Comune cercano di dare una risposta a queste emergenze. Le risorse risparmiate attraverso le razionalizzazioni dei servizi dovranno essere impegnate a garantire il diritto alla dignità.

L’amministrazione comunale in questi anni ha messo in campo progetti e risorse per favorire i diritti delle persone ma anche per svilupparne il senso del dovere: ad esempio si è adoperata e continuerà a farlo per sensibilizzare gli studenti, fin dalla tenera età, sviluppando il loro senso civico. Anche attraverso queste azioni si possono risparmiare centinaia di migliaia di euro. Basti pensare che ogni anno per risistemare le zone del nuovo lungomare prese di mira dai vandali, vengono spesi circa 50.000 euro.

E come Energia

La sfida del futuro è la lotta ai cambiamenti climatici. L’Europa ha fissato obiettivi ambiziosi e vincolanti per gli Stati membri (20-20-20) che potranno essere raggiunti sono con l’impegno degli enti locali. Dopo l’approvazione del Piano Energetico Ambientale Comunale (2009) che ha fotografato i consumi e i bisogni energetici della nostra città indicando le linee di sviluppo per i prossimi anni, è ora necessario predisporre un Piano di Azione Locale, coinvolgendo tutti i principali portatori di interesse cittadini. L’obiettivo è individuare le azioni da porre in essere per raggiungere gli obiettivi europei per il risparmio energetico, intervenendo sull’illuminazione pubblica, per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’approvazione di un piano del fotovoltaico che identifichi i siti dove installare pannelli (tetti, parcheggi) e per la riduzione di emissioni di CO2, realizzando nuove aree verdi, finanziando un programma di rimboschimento cittadino e intervenendo sulla mobilità con investimenti sul Trasporto pubblico, sulla Metropolitana di superficie e con la realizzazione di un circuito cittadino di piste ciclabili.

In questo senso importante sarà la creazione di un Ufficio Energia, che seguirà progetti di efficienza energetica e di produzione da fonti alternative, con l’obiettivo di intercettare finanziamenti europei. Solo agendo localmente si otterranno risultati globali, in questa direzione si muovono le principali città europee e san benedetto non può essere da meno, diventando punto di riferimento nelle politiche ambientali ed energetiche di tutto il territorio Piceno.

Un approfondimento a parte merita la questione dell’impianto si stoccaggio del gas in zona agraria.

L’iter autorizzatorio, di competenza ministeriale, non potrà non vedere coinvolti i cittadini e la futura amministrazione. Sarà importante seguire ogni fase della Valutazione di Impatto Ambientale, chiedendo se necessario anche l’aiuto e la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche.

Politicamente, insieme alla Regione, si dovrà verificare l’opportunità di mantenere nelle Marche ben tre infrastrutture energetiche strategiche di livello nazionale: il rigassificatore  e la centrale dell’API a Falconara e l’impianto di stoccaggio di San Benedetto/Monteprandone.

Si tratta di scelte che potrebbero condizionare negativamente il futuro della Regione, e di questo il Governo Nazionale dovrà tener conto.

C’è un punto sul quale però non accettiamo compromessi, né ieri, né oggi né in futuro: la centrale nucleare. I recenti eventi tragici ci impongono ancora di più una riflessione: fin quando le caratteristiche delle centrali nucleari rimarranno quelle attualmente disponibili, non incontreranno il nostro favore ma la nostra contrarietà determinata. Prima del bisogno di energia vengono la salute dei cittadini e la loro sicurezza.

F come Famiglia

In Italia, più che negli altri Paesi sviluppati, le risorse proprie della famiglia di origine continuano  a giocare un ruolo decisivo sul futuro sociale degli individui. D’altro canto, rispetto alla media europea, l’Italia presenta un tasso del 70% più elevato del rischio di povertà per le coppie che vanno oltre il secondo figlio. Tutto ciò comporta che, in assenza di significativi interventi di sostegno, i destini delle persone oggi più di ieri risultano inesorabilmente segnati dalle condizioni familiari. Un altro fenomeno che rischia di divenire ulteriore fattore di esclusione sociale per le famiglie è quello dell’invecchiamento della popolazione. La gestione dei figli e degli anziani e il conseguente sovraccarico di costi in termini di reddito e disponibilità di tempo determina una crescente vulnerabilità dei nuclei familiari e del contesto sociale in generale: il rapporto tra popolazione giovane e anziana e popolazione in età attiva (cosiddetto “indice di dipendenza”) ha superato in Italia già nel 2006 la soglia critica del 50%, uno dei livelli più elevati dell’Unione europea.

La famiglia non può e non deve diventare un meccanismo di riproduzione intergenerazionale di disuguaglianza; è a partire dalla famiglia che, anche nel nostro territorio, dobbiamo creare le condizioni per favorire la mobilità sociale o quantomeno per contrastare le cause che la ostacolano.

La famiglia non è solo uno dei settori di intervento delle politiche sociali ma il luogo privilegiato dove si giocano le partite fondamentali dell’uguaglianza, delle pari opportunità, dell’integrazione sociale; in quest’ottica è necessario pensare e programmare politiche di sostegno che non si limitino ad una mera logica redistributiva ma si facciano carico anche di esigenze di protezione e di accesso universale a servizi e opportunità.

L’Amministrazione comunale, come ha dimostrato nell’ultimo mandato e compatibilmente con le scelte operate al livello centrale di governo che, specie negli ultimi tempi, troppo spesso hanno finito più per penalizzare che per sostenere le coppie o i nuclei monoparentali con figli minori, può mettere in atto importanti politiche di sostegno delle famiglie del nostro territorio.

Un primo intervento riguarderà il sistema di accesso ai servizi: si tratta di individuare coefficienti in grado di avvicinare maggiormente il dato formale alla situazione reale e di esprimere una politica tariffaria e di accesso ai servizi che sia volta decisamente a sostenere la famiglia, con particolare attenzione al numero dei figli a carico, alla presenza di anziani non autosufficienti o di eventuali minori affidati. Per quest’ultimo aspetto l’amministrazione cercherà di sostenere le scelte delle famiglie che decidono di prendere minori in affidamento non solo dal punto di vista economico ma anche estendendo ai minori affidati, per quanto possibile a livello comunale, opportunità ora riservate soltanto ai figli.

Le politiche pubbliche a favore della famiglia dovranno promuovere e sostenere l’azione volontaria e autonoma di persone e associazioni, in un quadro di sussidiarietà tra cittadini e istituzioni, ma dovranno anche farsi promotrici di una vera e propria rete di intervento attraverso la costituzione di un Tavolo permanente di confronto, coordinato e facilitato dal competente Settore comunale,  che, nel rispetto delle singole autonome iniziative, riesca a garantire il miglior utilizzo delle risorse disponibili e le migliori condizioni affinché le stesse associazioni possano agire in modo significativo all’interno del tessuto sociale. Questa modalità potrebbe peraltro favorire l’emersione di un disagio sommerso non sempre facile da intercettare da parte dei servizi comunali prima del superamento della soglia critica.

Ma la prima sussidiarietà da cercare e costruire è, in realtà, con la stessa famiglia intesa non solo o non più come semplice destinataria di interventi, principalmente mirati ai bisogni dei suoi singoli componenti, ma come risorsa. Sostenere la famiglia diventa così un investimento sul futuro del nostro territorio, sul benessere della popolazione anziana, sul contrasto all’emarginazione sociale, sulla sicurezza.

G come Giovani

Nell’ottica di fare di San Benedetto del Tronto la città delle opportunità verificheremo la possibilità di concordare con gli istituti di credito strategie per facilitare la creazione di imprese giovanili. Sia attraverso il finanziamento diretto di progetti e idee o tramite forme di garanzia per aiutare i giovani nell’investimento.

Dobbiamo inoltre frenare “l’emorragia” dei ragazzi e delle ragazze dalla nostra città: è diventato ormai quasi impossibile riuscire ad affittare o comperare casa qui a San Benedetto, i prezzi sono troppo alti e questo porta progressivamente ad un invecchiamento della popolazione residente. Questo ha anche una ripercussione sociale molto forte da un punto di vista della gestione dei servizi. Le azioni da portare avanti, oltre al sostegno per l’imprenditoria giovanile, contemplano la realizzazione di nuove aree per l’Edilizia Economica e popolare (167, PEEP), ma soprattutto azioni tese a mettere sul mercato appartamenti ad un affitto “possibile” (calmierato: 200/300 euro al mese).

H come Handicap

Occorre promuovere le gestioni associate dei servizi: il percorso è già iniziato per l’assistenza  scolastica disabili. La sede naturale della gestione associata è quella d’Ambito che attualmente unisce i Comuni attraverso lo strumento della Convenzione. Tra i progetti per il futuro in materia di disabilità sono previsti

  • la sopraelevazione del Centro “L’Arcobaleno”

Si tratta di un intervento oneroso (il costo complessivo è di €.960.000,00 circa con possibilità di cofinanziamenti regionali non superiori al 50%) .ma rispondente ad un’esigenza molto avvertita: la carenza di strutture residenziali per i disabili, anche in un’ottica di sollievo per le famiglie;

  • il trasporto a chiamata per disabili da istituire preferibilmente in territorio di Ambito o a livello provinciale;
  • uno Sportello per l’accessibilità della città nell’ottica della “Progettazione universale” da istituire all’interno della struttura comunale.

I come Innovazione…alla portata di tutti

  • L’e-democracy – partecipazione attiva della cittadinanza alla vita pubblica

Nei diversi anni di esperienza amministrativa è risultato evidente come molto spesso gli organismi creati “sulla carta” (per esigenze normative o per “tradizione”), a cui si da un ruolo, risultino privi di effettivo contenuto. E ciò va contro quello che dovrebbe essere il fine principale: la partecipazione democratica. Si creano alcune volte delle situazioni in cui i pochi “nominati” parlano a nome e per conto di tutti, senza una vera condivisione delle tematiche e delle decisioni.

Oggi l’innovazione tecnologica offerta dall’informatica ci permette di creare momenti di partecipazione più ampia da parte dei cittadini alla vita decisionale della città.

Ciò può avvenire per esempio tramite la formazione di gruppi composti dai cosiddetti “portatori di interesse”, tecnici, professionisti e non, che possano affiancare gli amministratori locali nel momento decisionale e di avviamento di progetti specifici.

Il metodo di lavoro e discussione sulle tematiche sottoposte può avvalersi degli ampi spazi che offre la comunicazione digitale, mettendo in piedi dei veri e propri “Forum” che alternino discussioni online a momenti assembleari. Oltre alla discussione ed alle proposte ci sarà anche la possibilità di esprimere un voto, un giudizio, sia tramite internet che attraverso un totem interattivo, installato nella sede comunale, e dedicato al progetto.

Questo sistema serve a far conoscere alla cittadinanza alcuni progetti sviluppati dal Comune e raccogliere opinioni su di essi.

  • Cronache dal consiglio: sempre nell’ottica di garantire una maggiore consapevolezza delle scelte effettuate dall’Amministrazione, crediamo che sia utile mettere a disposizione dei cittadini la visione delle sedute del Consiglio comunale (in diretta o differita web) –
  • SBT social: l’amministrazione ha il dovere di intervenire attivamente nel processo innovativo e lo può fare a partire dalla predisposizione di strumenti per la condivisione della conoscenza. L’uso dei social network e social tagging da parte del Comune di San Benedetto, apre straordinarie potenzialità per la condivisione sociale delle risorse, delle informazioni e delle conoscenze nonché per la diffusione delle notizie e degli eventi realizzati dall’amministrazione attraverso profili social istituzionali (es. pagina pubblica del comune su Facebook, il canale Youtube).
  • Open Source: la rapida diffusione delle soluzioni software Open Source apre nuove opportunità per la Pubblica Amministrazione in quanto l’adozione di queste soluzioni tecnologiche permette il conseguimento di una serie di vantaggi in termini di contenimento dei costi, di sicurezza, di non dipendenza da un unico fornitore, di elevata riusabilità, di accessibilità e di un considerevole abbattimento dei tempi di reperimento delle licenze.

La prossima Amministrazione si adopererà per valutare l’utilizzo di Software Open Source la cui importanza è ribadita anche nel “Piano e-Gov 2012” ed avallata da Digit PA (Ex CNIPA) e da diversi programmi dell’Unione Europea, che ha finanziato numerosi progetti per la diffusione dell’Open Source.

I come Integrazione

Vogliamo promuovere, in collaborazione con le associazioni e le cooperative già operanti sul territorio, incontri con i bambini delle scuole elementari sul tema della legalità, dedicati alle questioni relative all’accoglienza, all’inserimento, alla integrazione, alla interazione tra pari.

Ci faremo inoltre portatori della richiesta presso la Regione Marche, di costituzione dello Sportello Unico per l’Immigrazione (es. Regione Toscana) che abbia poi sedi decentrate nelle principali città marchigiane e che possa assistere la popolazione straniera in materia di domande per l’assunzione di lavoratori, di domande per ricongiungimento, che possa organizzare corsi di Formazione e Seminari. Gli sportelli potranno avvalersi di una piattaforma informatica che possa creare, in modo integrato e coordinato, una circolarità e una condivisione di informazioni tra i soggetti della Pubblica amministrazione, le associazioni di categoria e le rappresentanze del mondo delle professioni per lo snellimento e la trasparenza dei procedimenti amministrativi e la costruzione di un corretto sistema di rapporti fra pubblico e privato.

L come Lavoro

Lavoro, questa è la parola forse più pronunciata da due anni a questa parte. Oggi chi ce l’ha se lo tiene stretto sentendosi quasi una persona “fortunata”.

Il Comune di per sé non ha competenze in materia di politiche occupazionali. Direttamente può creare occasioni di impiego tramite bandi o avvisi pubblici, ma le possibilità sono ormai infinitesimali, può anche creare occupazione in maniera “trasversale”, attraverso la promozione di appalti, opere pubbliche e politiche che incentivino una ripresa di settori stagnanti.

Non è facile, perché bisogna anche trovare le sinergie e la collaborazione degli altri enti territorialmente superiori.

Ma oltre a battere tutte le strade possibili in tal senso, pensiamo anche a chi è in cerca per la prima volta di lavoro, o a chi ne ha perso uno dopo tanto tempo e deve tentare di “ricollocarsi” sul mercato. Pensiamo di attivare dei “Progetti di orientamento al lavoro”, rivolta ai disoccupati o inoccupati che desiderano acquisire competenze relative ad alcuni strumenti operativi (comunicazione, contratti di lavoro, auto imprenditorialità), stesura del curriculum vitae, informazioni sul colloquio di lavoro, ma soprattutto autonomia nella ricerca, nel reperimento e nell’organizzazione delle informazioni sul mercato del lavoro e sulle opportunità lavorative. Il progetto potrà collegarsi anche all’iniziativa della Regione Marche su Il prestito d’onore.

Promozione dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) –: sono spesso gruppi informali che si reggono sul lavoro e l’impegno volontario di singoli cittadini. Giocano però un ruolo chiave perché favoriscono la filiera corta ed i piccoli produttori locali, sostenendo l’occupazione nel settore agroalimentare biologico e del mercato equo e solidale

In accordo con il Centro per l’Impiego e quello per la Formazione della Provincia può inoltre essere avviato un progetto che miri a favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Contrastare le forme di lavoro sommerso nel settore della cura e dell’assistenza anche attraverso incentivi per la professionalizzazione e qualificazione del lavoro prestato. Il progetto prevede un incentivo economico famiglie/datori di lavoro, il supporto agli stessi per l’attivazione dei contratti di lavoro e la predisposizione di buste paga e per i disoccupati/inoccupati iscritti al Centro per l’Impiego, l’organizzazione di moduli formativi specifici rivolti ai lavoratori che svolgono attività di cura e assistenza.

M come Mobilità (e) alternative

San Benedetto del Tronto affronta quotidianamente problemi di viabilità, che si acuiscono nel periodo estivo producendo effetti negativi sui livelli di PM10 nell’aria, e che richiedono un’attenta e partecipata programmazione delle infrastrutture, del trasporto pubblico e delle aree a traffico limitato. Pertanto di primaria importanza sarà la redazione di un Piano della Mobilità che abbia al centro il potenziamento del trasporto pubblico, la realizzazione di un circuito cittadino di piste ciclabili, il finanziamento del completamento della bretella, l’individuazione di aree dove creare parcheggi scambiatori nelle vicinanze delle uscite della bretella, la realizzazione di piccole stazioni intermedie al nord della città (zona Ballarin) e al sud (viale dello sport) per favorire il trasporto su rotaia, completando il progetto della metropolitana di superficie.

Potenziare la rete delle piste ciclabili rispetto a quanto realizzato. Prevedendo la necessità di completare percorsi che si interrompono in alcuni punti per arrivare a servire i punti nevralgici della città. Il potenziamento della rete ciclabile non può prescindere dall’aumento delle bici a disposizione di cittadini e turisti (progetto Centro in bici), nonché dal posizionamento sui percorsi di punti presso cui è possibile effettuare la ricarica delle bici elettriche. Valuteremo inoltre la fattibilità di parcheggi per biciclette ibride realizzati con una copertura di pannelli fotovoltaici che, attraverso lo stoccaggio dell’energia elettrica, possano garantire la ricarica delle bici posteggiate ed il funzionamento dell’illuminazione dei parcheggi stessi.

Per quanto riguarda la rete cittadina degli autobus, oltre alla richiesta di ulteriori bus a metano, abbiamo intenzione di attivare una convenzione con RFI con cui si è sviluppato un proficuo rapporto di collaborazione (vedi apertura verso il lato est alla stazione centrale), che consenta di utilizzare lo spazio un tempo dedicato al carico e scarico nella stazione di Porto d’Ascoli: in questa zona infatti c’è l’annoso problema del capolinea dei bus, stabilito in via Turati, che crea diversi disagi ai residenti e agli automobilisti. La nostra idea è quella di trasferire il capolinea all’interno dello spazio della stazione precedentemente citato. Il parcheggio potrà essere utilizzato anche dalle auto. Questo è un investimento da fare anche nella prospettiva del potenziamento della stazione di Porto d’Ascoli che avverrà con la realizzazione dell’elettrificazione della tratta ferroviaria da e per Ascoli Piceno.

Per quanto riguarda San Benedetto, abbiamo intenzione di realizzare un’autostazione dove attualmente c’è il parcheggio a pagamento interno alla stazione dei treni. Inoltre con RFI porteremo avanti un accordo di programma teso alla realizzazione di un parcheggio a più piani (sfruttando la naturale pendenza del terreno) da realizzarsi tra via Dari/Calatafimi e l’attuale stazione ferroviaria.

N come Nautica

L’impegno principale dell’Amministrazione comunale per quanto riguarda la cantieristica sambenedettese, sarà quello di mettere in campo forze e competenze per far sì che la durata delle concessioni demaniali sia significativa rispetto agli impegni ed agli investimenti che gli operatori devono effettuare, anche a seguito dell’approvazione del Piano di Adeguamento Tecnico funzionale dell’area portuale.

Ulteriori impegni saranno:

  • la tutela e la salvaguardia delle finalità produttive artigianali e di servizio nell’area portuale
  • la promozione e la valorizzazione delle attività presenti al Porto attraverso la creazione di un sito internet per poter mettere a sistema tutte le attività del porto, attraverso azioni di marketing territoriale con la valorizzazione degli antichi mestieri artigianali, testimoniati dalla presenza di maestri d’ascia e con la valorizzazione delle eccellenze.
  • La promozione di tutte le attività sia della cantieristica che della trasformazione del pescato, mediante incoming, scambi e gemellaggi, il tutto con il fine di incentivare e favorire la presenza delle nostre imprese sui mercati nazionali ed internazionali.

O come Opere pubbliche

La prossima Amministrazione avrà il compito di portare a termine diversi lavori già iniziati: in particolare si dovrà provvedere alla progettazione del secondo stralcio (già finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione con 500 mila euro), dell’opera di risanamento e messa in sicurezza del Paese Alto che vedrà coinvolta anche la Piazza dedicata alla poetessa Bice Piacentini.

Oltre che alle infrastrutture viarie, di cui si parlerà più avanti, continueranno ad essere necessari interventi per bloccare l’erosione costiera: un’importante opera in questo senso sarà la riqualificazione della foce dell’Albula (parte di un progetto più ampio che riguarda l’intero Torrente, fino a monte), la sistemazione della foce del Tronto, il ripascimento della spiaggia nella zona della Riserva della Sentina.

Non è più rinviabile la realizzazione di una “bretella” in grado di raccordare il casello autostradale di Grottammare a quello di Porto d’Ascoli. A tal proposito, la progettazione dovrà tener conto della necessità di collegare l’area portuale – coinvolgendo se necessario il comune di Grottammare – affinché questa nuova arteria possa contribuire alla valorizzazione del polo logistico già esistente nella Vallata del Tronto.

Rimanendo nella zona nord della città, un obiettivo, il cui perseguimento è già stato avviato (bando emanato a fine 2010, per il quale si stanno attendendo i primi esiti dell’iter procedurale) è la riqualificazione dello Stadio “Fratelli Ballarin” e dell’area circostante.

Dulcis in fundo, il nuovo Lungomare: la prossima amministrazione ha il compito di completare l’importante riqualificazione del lungomare nord. Le risorse andranno trovate anche prendendo in considerazione l’istituzione di una “tassa di scopo”.

O come Ospedale

La salute è indispensabile per promuovere la coesione sociale e la crescita economica. Investire nella salute serve innanzitutto a migliorare il benessere delle persone e garantire lo sviluppo della comunità.

Una sanità che vuole realizzare e guardare al benessere sociale e sanitario della popolazione si pone l’obiettivo di aver cura delle persone ma anche di prevenire malattie e incidenti di ogni tipo migliorando la qualità dell’aria, dell’alimentazione, promuovendo cambiamenti anche nel modo di vivere delle comunità.

Anche la Regione Marche ha assunto a pieno questo principio di sistema universale e solidale, mantenendo ferma la concezione della centralità del servizio pubblico, anche integrato con il contributo di tutti i cittadini, delle forze produttive e sociali presenti nel privato.

Nasce così l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR), con l’obiettivo di assicurare servizi e prestazioni in maniera equa in tutto il territorio marchigiano, ricercando economie di scala e di razionalizzazione della spesa.

Purtroppo, a distanza di anni, non possiamo non riconoscere che i risultati auspicati sul versante della equa distribuzione dei servizi sul territorio regionale non sono stati raggiunti; a ciò si aggiunga la difficoltà a mantenere gli standard di assistenza a fronte dei tagli imposti alle Regioni dal governo nazionale, che imporranno una profonda riorganizzazione dei servizi.

L’Amministrazione Comunale si impegnerà a porre con forza la questione di un incremento dei finanziamenti regionali verso il Piceno ed in particolare verso la Zona Territoriale 12 di San Benedetto del Tronto. L’inversione di tendenza nella offerta dei servizi è dunque una priorità.

Continuiamo a sostenere una politica improntata al riequilibrio della spesa verso i territori di confine con la realizzazione di investimenti in nuove tecnologie che permettano la realizzazione di alte specializzazioni nell’ottica di aumentare la mobilità attiva e frenare la  mobilità passiva, come già previsto per il “Progetto speciale per il Sud” del 2007.

Un primo passo sarà quello di implementare lo  sviluppo di una rete di servizi ad elevata competenza capace di mettere il cittadino di questa provincia in grado di ottenere l’assistenza sanitaria più adeguata ad ogni necessità di salute, secondo quanto previsto dai più moderni standard di assistenza attraverso l’integrazione , nella logica di Area Vasta, dei due Ospedali di San Benedetto e di Ascoli Piceno.

Lo scopo è quello di sviluppare alcuni percorsi clinici definiti sia nel campo dell’urgenza-emergenza, sia delle specializzazioni che, inizialmente attribuiti e sviluppati presso il presidio ospedaliero, verrebbero poi “messi in comune”, in una logica di ampio respiro, quelle di “AREA VASTA “, razionalizzando  l’offerta delle risorse laddove l’erogazione delle stesse da parte di ogni singolo presidio ospedaliero risulterebbe impraticabile, senza privare l’utente di nulla di quanto è appropriato in termine di diritto alla salute.

Una organizzazione di questo tipo dovrà necessariamente prevedere una allocazione di risorse aggiuntive specificatamente dedicate e finalizzate a fare del Piceno una entità integrata che non preveda disparità sia tra le sue due Zone Territoriali, sia rispetto al restante territorio regionale, evitando processi di marginalizzazione e tenendo nella debita considerazione l’area metropolitana provinciale nella sua interezza.

Si porranno così le basi per sostanziare la realizzazione di una “AZIENDA INTEGRATA SAN BENEDETTO-ASCOLI”, nella prospettiva futura di un Ospedale Unico, che diventi una struttura finalizzata a dare risposta alle emergenze nonché agli interventi in acuzie e in elezione di alto livello tecnologico e specialistico, in cui giochino un ruolo prioritario le relazioni scientifiche  con l’Università.

Questa soluzione permetterebbe di liberare risorse umane ed economiche, quantificabili in almeno 1/3 dall’attuale che permetterebbero investimenti a favore di nuove specialità di eccellenza con un aumento della qualità dei servizi erogati. La prima fase  da avviare a livello amministrativo dovrebbe essere l’implementazione in Area Vasta di progetti  di integrazione ed omogeneizzazione delle attività amministrative – tecniche- logistiche (ATL) che ricomprende la già avviata  gestione integrata in materia di adempimenti  del trattamento economico del personale .

La nuova Amministrazione Comunale si impegnerà nell’immediato a farsi promotrice presso la Giunta Regionale di una politica di investimenti mirati per il nostro Ospedale, per invertire il rapporto meno investimenti, meno servizi,  più costi .

E’ sulla base del contesto geografico e sociale in cui viviamo che si è definita nel tempo l’identità e la specificità della nostra struttura ospedaliera, individuando nei servizi  dell’emergenza la sua principale “mission”, con elevato rilievo strategico : pertanto occorrerà in alcuni casi mantenere, in altri potenziare con interventi strutturali-organizzativi e di dotazione organica le Unità Operative di Pronto Soccorso-Medicina d’Urgenza, Rianimazione, Cardiologia-Utic con sviluppo della impiantistica e della riabilitazione cardiologica in area vasta, Neurologia con annessa la funzione di Stroke-Unit (che dovrà essere funzionante nelle 24 ore e servire l’area vasta) e la possibilità di effettuare interventi di neurochirurgia, un polo chirurgico e ortopedico-traumatologico organizzato prioritariamente per le urgenze, con ricaduta sulla riabilitazione di secondo livello, servizi diagnostici  e strutture per post-acuzie, un dipartimento materno-infantile all’altezza dell’elevato numero di parti presenti nel nostro Ospedale con una Pediatria funzionante nelle 24 ore.

Inoltre, non è più rinviabile la realizzazione della struttura di riabilitazione psichiatrica  di 15/20 posti letto nel territorio della zona n.12 . Tra i bisogni emergenti che necessitano di una particolare attenzione perché riguardano prevalentemente  l’età adolescenziale, ci sono i disturbi  del comportamento alimentare, che non trovano adeguata risposta nel territorio provinciale.

Tra gli interventi di logistica che saranno proposti dalla direzione generale della zona, ci appare particolarmente utile l’alienazione dell’immobile sito in via Romagna, visto lo stato di degrado, l’assenza di parcheggi, le numerose barriere architettoniche, la fatiscenza degli impianti. Una nuova struttura come sede unica per tutti i servizi territoriali di facile accesso, accogliente, attrezzata  per le nuove esigenze, permetterebbe anche una migliore organizzazione e utilizzo degli operatori del  distretto territoriale e del dipartimento di prevenzione. Tra gli obiettivi in via di realizzazione c’è la nuova sede del Consultorio Familiare che potrà servire da volano per una intensificazione e di ulteriore qualificazione delle attività già presenti nella struttura.

In collaborazione con l’ASUR si dovrà lavorare per ottenere l’apertura di un Hospice anche a San Benedetto.

L’amministrazione Comunale ritiene che nella programmazione di una maggior efficienza dei servizi sanitari, occorrerà anche interagire con la sanità privata convenzionata, che da tempo opera nel nostro territorio, affinché quest’ultima possa integrarsi nelle scelte strategiche e programmatiche definite dall’ASUR.

P come Parco Marino

L’istituzione del Parco Marino non può più attendere, l’iter tecnico autorizzatorio si è concluso, manca la firma del Ministro dell’Ambiente. Il Parco è condizione indispensabile non solo per favorire la ripresa della pesca con il recupero di un’adeguata redditività per gli operatori del settore (promuovendo e valorizzando il prodotto locale certificato), ma anche per dar vita a nuove imprese a monte e a valle del processo produttivo, incentivando attività affini nel turismo e nel commercio. E’ giunto il momento di organizzare e costituire il soggetto gestore che sarà composto da tutti i Comuni coinvolti e che dovrà prevedere meccanismi di partecipazione nelle decisioni per le associazioni ambientaliste, le associazioni dei vongolari e dei pescatori nonché le associazioni di categoria del settore turismo.

Il Parco dovrà diventare lo strumento per garantire un futuro al nostro mare ed a tutte le attività che vi si svolgono, attraverso progetti di difesa ambientale e riqualificazione dei corsi d’acqua, programmi di tutela e valorizzazione dello stock ittico con la creazione di un marchio di qualità e provenienza, iniziative di promozione turistica.

P come Pari opportunità

Pari Opportunità significa cercare di mettere tutti alla linea di partenza con possibilità simili, se non uguali, cercando di colmare le differenze dovute al sesso, alla provenienza sociale,all’esistenza di diverse abilità fisiche e psichiche,etc.: obiettivo estremamente ambizioso ed evidentemente difficile da raggiungere.

Ma purtroppo, quando si parla di pari opportunità, automaticamente si intende discutere del ruolo giocato dalle donne: per quanto ritenuto “formalmente” importante in ogni campo, sia esso economico, lavorativo, sociale e culturale, “di fatto” è ancora in buona parte sottovalutato e non espresso in tutte le sue potenzialità. Favorirne la partecipazione alla vita attiva è conveniente sia economicamente che socialmente, non a caso le società più prospere sono quelle in cui la partecipazione femminile alla vita produttiva è più rilevante. Nel nostro territorio esistono ampi margini di miglioramento, anche se la strada è già stata “aperta” da molto tempo.

E’ fondamentale favorire la conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro, perché sappiamo bene che il “doppio ruolo” , lavorativo e familiare – che è appannaggio femminile per larga parte – necessita di misure e attenzioni particolari.

Puntiamo all’apertura di un punto informativo in ambito comunale che dia informazioni sulle possibilità offerte dalle leggi in questo ambito (art.9 della legge 53/2000,incentivi regionali,etc) prevedendo anche la collaborazione di figure professionali come consulenti del lavoro, rappresentanti delle associazioni di categoria e amministratori di sostegno (esperti di legislazione sociale previsti dalla legge 6/2004), che possano essere d’aiuto in merito alle norme a sostegno dell’imprenditoria femminile.

Di conciliazione possiamo parlare comunque se il lavoro c’è: dobbiamo cercare di favorirlo in tutti i modi, stimolando la formazione con percorsi ad hoc , come l’informatizzazione della fascia non più giovane, la creazione di “albi comunali” per i lavoratori e le lavoratrici che danno assistenza a bambini ed anziani, favorendo la domiciliarità dei servizi, enormemente più vantaggiosi, economicamente e non, rispetto alla residenzialità

Una attenzione particolare deve essere posta alla sicurezza delle donne e alla violenza sia fisica che psicologica che spesso le vede vittime anche in ambito familiare, incidendo fortemente sulla loro salute e qualità di vita. Bisogna proseguire con l’offerta di corsi di autodifesa e dall’altro lato lavorare sull’educazione e sui problemi sociali perché tutto ciò si verifichi sempre meno. La creazione di centri “per uomini/donne maltrattanti” può, come hanno dimostrato esperienze già realizzate, essere una risposta adeguata, con psicologi e altre figure professionali che aiutano chi vuole uscire da una spirale distruttiva per se stessi e per gli altri.

Infine la promozione di campagne di prevenzione a sostegno della salute femminile in collaborazione con i soggetti pubblici preposti alla tutela della salute in generale.

Obiettivo finale e riassuntivo è quello di fare un piano per le Pari Opportunità che coinvolga tutti i settori dell’attività amministrativa, migliorando la qualità di vita di tutte le donne e gli uomini di questa città.

P come Pesca & Porto

Come non parlare di pesca a San Benedetto, era questa l’attività prevalente della nostra città. La crisi che ha toccato anche questo settore ha radici lontane: deriva dalla mancanza di una visione globale da parte della politica nazionale che non ha mai considerato la pesca come una risorsa strategicamente e potenzialmente sia alimentare che economica. L’obiettivo primario è sicuramente il ripristino delle migliori condizioni degli stock ittici. L’idea di fondo è quella di trasformare il mare Adriatico in un grande bacino di maricoltura naturale, stabilendo una diversa disciplina delle catture, che non pregiudichi le capacità di riproduzione. Il Fermo biologico dovrà essere supportato economicamente dal Governo nazionale, perché le imprese non sono in grado di sostenere un fermo prolungato. Nel periodo di pausa i pescatori potrebbero frequentare corsi di formazione professionale, sia sui metodi selettivi di cattura che sulle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Inoltre la prossima Amministrazione dovrà lavorare ad una diversa  e migliore organizzazione della valorizzazione e commercializzazione del pescato, sviluppando la multisettorialità della pesca quale strumento per la promozione delle eccellenze sul territorio.

Si dovrà anche mettere il Mercato Ittico in condizione di stare al passo con le nuove esigenze, rimodulandone la gestione.

Il Fondo Europeo della Pesca (FEP) dovrà continuare ad essere sfruttato al meglio per mettere in campo risorse economiche necessarie per interventi efficaci. San Benedetto, anche per il grande valore del lavoro svolto, è a capo del GAC – Gruppo di Azione Costiera Marche Sud – strumento del FEP per promuovere lo sviluppo sostenibile nelle zone di pesca costiere (in Italia siamo stati secondi solo alla Sardegna nella costituzione e promozione dello stesso).

Il Porto deve diventare il cuore pulsante dell’economia sambenedettese. In particolare dev’essere in grado di ospitare, così come accade nelle grandi città italiane ed europee quell’imprenditoria giovanile e dinamica. Il tutto passa attraverso un intervento pianificatorio della zona nord del Porto: quindi un nuovo Piano Regolatore del Porto, con una nuova riperimetrazione di questo ambito. Questo consentirà il recupero industriale di quei capannoni abbandonati a causa di un vincolo che li lega esclusivamente ad attività relative alla pesca: con il cambio di destinazione, infatti, potranno essere utilizzati proprio per quelle attività commerciali che richiedono una collocazione lontana dalle zone residenziali. Queste attività si troverebbero in una zona non lontana dal centro, facilmente raggiungibile, e contestualmente potrebbero osservare anche orari di apertura più permissivi, senza dar fastidio a chi vuol riposare.

Q come Quartieri

I Quartieri debbono essere animati, vissuti, valorizzati affinché diventino un luogo di “presidio” della Pubblica Amministrazione sul territorio. Nel quartiere ci si conosce un po’ tutti e quindi il controllo sociale e sulle “devianze” è più facile.

Ai Quartieri dobbiamo dare la possibilità di avere un luogo fisico in cui riunirsi, incontrarsi per avere modo di partecipare più facilmente alla vita politica e sociale della Città.

R come Reddito

In questi anni di grande crisi economica, enunciare che non si vuole lasciare nessuno indietro significa concretamente attivarsi per un’integrazione del reddito: oggi abbiamo delle categorie che spesso la Pubblica Amministrazione non intercetta e che sono immerse nella povertà. Dobbiamo ottimizzare i servizi per allargare la potenziale platea dei fruitori, perché se ciò non viene fatto si rischia di creare situazioni di disagio grandi specie per i minori. La tenuta sociale di una comunità passa anche attraverso il benessere diffuso, con questo si evitano i conflitti sociali, si diminuiscono le possibilità che i nuovi poveri possano far rivalere la propria rabbia su quelli che sono più fortunati.

Non si può però parlare di contributi senza tener conto della carenza di risorse finanziarie determinata soprattutto dalla contrazione (fino in molti casi allo svuotamento) dei principali Fondi nazionali a carattere sociale istituiti e finanziati negli anni 1997-1998 e 2005-2006 dai governi di centrosinistra.

Rispetto alle situazioni di disagio economico i segnali di un costante incremento sono evidenti (un esempio può essere l’aumento delle  richieste di contributo affitti: 590 domande nel 2010, contro 495 nel 2009, 390 nel 2008).

  • Innanzitutto è necessaria una rivisitazione del metodo di individuazione dell’ISEE attraverso l’istituzione di un “coefficiente correttivo a misura di famiglia”, rendendo più eque e omogenee le tariffe del Comune, rafforzando la capacità economica delle famiglie e promuovendo la capacità delle stesse di svolgere al meglio le proprie funzioni alla cura, all’educazione, al sostegno e all’accoglienza. (cd. “quoziente Parma”).
  • Si tratterà, poi, di rafforzare gli interventi individuali e diretti ai singoli nuclei in difficoltà attraverso l’intervento conoscitivo e di responsabilizzazione dell’assistente sociale.
  • Nei prossimi anni si può puntare alla creazione di una rete del ‘cibo solidale’: quello che la civiltà dei consumi non consuma e sprecherebbe può andare a sfamare le persone in stato di indigenza. Il comune può fungere da mediatore tra i soggetti che si occupano di distribuire prodotti alimentari agli indigenti e i punti vendita della grande distribuzione, che andrebbero così a risparmiare dal punto di vista di creazione e smaltimento dei rifiuti (sconto TARSU?)
  • E’ importante recuperare il terreno perso nel campo dell’Edilizia pubblica prevedendo zone della città da destinare all’ERAP. In questi anni San Benedetto è la città che ha visto il maggior incremento demografico nelle Marche eppure, rispetto ad Ascoli Piceno ha il 50% in meno di alloggi popolari.
  • Dovranno essere individuate anche nuove aree per l’edilizia Economica e Popolare (zone 167, PEEP) garantendo, come previsto dalla normativa vigente, una riserva per le Forze di Polizia. Questo, a partire dal Piano Particolareggiato, recentemente approvato, di San Pio X.

R come Riserva della Sentina

In questi cinque anni la Riserva Naturale Regionale Sentina ha iniziato un nuovo corso che la sta facendo diventare il fiore all’occhiello della città, al pari di altri luoghi e bellezze naturali come la spiaggia e il lungomare. Il restauro appena avviato della Torre sul Porto del 1543, simbolo della Sentina, vuole essere la testimonianza dell’attenzione verso un luogo che tutti ci invidiano.

La Riserva Sentina offre un potenziale incredibile di turismo alternativo a tutta la Riviera ma purtroppo, ad oggi, risulta l’unico tratto costiero del nostro Comune ad essere indifeso dalla furia del mare. Un obiettivo nei prossimi cinque anni sarà la difesa dall’erosione, in modo che gli investimenti che si stanno faticosamente portando avanti, grazie ai fondi regionali ed europei, siano salvaguardati. Per far in modo, ad esempio, che i laghetti che si stanno ripristinando con il Programma europeo Life non vengano spazzati via dalla prima mareggiata.

Continueremo a portare con orgoglio i bambini delle scuole ad osservare la duna e la liquirizia, a scorgere gli aironi e i cavalieri d’Italia. Gli anziani, le mamme con i bimbi, le persone deboli e meno fortunate devono poter godere di una passeggiata nella Riserva Sentina.

I nostri turisti sono sempre più attenti all’ambiente: la cura della Riserva della Sentina sarà il nostro biglietto da visita per coloro che fanno scelte sempre più oculate e rivolte agli ambienti naturali.

R come Risorse umane

Questa amministrazione ha già ottenuto dei buoni risultati oltre importanti riconoscimenti nazionali (“Premiamo i risultati – per una Pubblica Amministrazione di qualità”: il comune di San Benedetto è stato premiato al FORUM della PA nel maggio del 2010 per aver attuato nel 2009 un piano di miglioramento che ha raggiunto i risultati attesi) che vanno nell’ottica del buon funzionamento dei servizi.

Il valore di tutti i sistemi di gestione dei servizi non si basa sulle tecnologie o sulle regole, ma sulle persone che progettano, gestiscono ed erogano questi servizi. Se questo è vero in ambito privato è ancor più vero nella pubblica amministrazione, dove per “servizi pubblici” si intendono in realtà difesa ed esercizio dei “diritti” dei cittadini e delle comunità locali, e dei “doveri” di rispetto gli uni nei confronti degli altri. Ma si intendono anche le domande di assistenza, le domande di istruzione, le domande di protezione o di tutela e di promozione dei diritti di cittadinanza e di impresa. Per questo la professionalità, la competenza, la cultura di un pubblico dipendente è e resta il vero ed unico valore sociale e costituzionale che le pubbliche amministrazioni hanno e devono promuovere e proteggere continuamente. Risorse umane nella PA significa dunque un tesoro di competenze che va alimentato e qualificato in continuazione, premiando i più bravi e chi si impegna di più ovvero chi è consapevole che offre e garantisce un servizio per valorizzare e tutelare la sua comunità di cittadini.

S come Scuola

Per dare delle risposte ai problemi dei plessi scolastici attualmente siti in via Monte Ascensione e via D. Chiesa abbiamo intenzione di realizzare un nuovo polo scolastico a Ragnola che comprenda l’asilo nido, la scuola dell’infanzia e quella primaria.

Con la riforma messa in atto dal ministro per la pubblica istruzione e l’allargamento del numero di alunni per ogni classe, si impongono l’ampliamento e la sistemazione della Scuola Cappella.

Viste le difficoltà economiche per l’istituzione di un nuovo asilo nido, punteremo alla creazione di una sezione Primavera in ogni circolo didattico.

Continueremo inoltre a sostenere il diritto allo studio attraverso i tanti contributi alle famiglie messi in campo in questi anni: il trasporto gratuito per tutti gli studenti fino alle scuole medie; per le famiglie in difficoltà economica: la gratuità del buono pasto, il kit scuola, le borse di studio e la semigratuità dei libri di testo, nonché il prestito d’onore per coloro che stanno in cassa integrazione o in mobilità e devono mantenere i figli all’Università.

S come Solidarietà

Anche in questo campo si impone una razionalizzazione dei costi e delle modalità di erogazione dei servizi, mostrando un particolare riguardo al sistema tariffario che dovrà garantire una maggiore copertura dei costi di gestione;

Non dobbiamo aver timore di ricorrere con più decisione al Terzo Settore in un’ottica di sussidiarietà, anche in sede di coprogettazione di iniziative e servizi.

I brutali tagli del Governo ci spingono a tentare percorsi diversi di reperimento di risorse. Una modalità innovativa potrebbe essere quella delle Fondazioni di comunità: l’idea è quella di mobilitare risorse filantropiche sul territorio a favore del territorio stesso. Rispetto alle fondazioni tradizionali le risorse non provengono però da finanziatori stabili ma da una molteplicità di donazioni e lasciti di varia provenienza, anche diffusa. La fondazione può, ad esempio, promuovere campagne per raccogliere fondi su progetti specifici e indire bandi.

Tra i progetti per il futuro in materia di disagio mentale e non autosufficienza:

  • Servizio di teleassistenza per i molti anziani che vivono in solitudine;
  • richiedere un maggior livello di compartecipazione della sanità sui costi di strutture e servizi, in base al presupposto (peraltro condiviso dallo stesso governo regionale) che un investimento sui servizi sociali agli anziani consente di ridurre i costi derivanti dalle ospedalizzazioni;
  • Realizzazione di una comunità alloggio per disagio mentale, una struttura residenziale operante a livello di Ambito;
  • L’istituzione di un Punto Unico di accesso ai servizi sanitari e sociosanitari in collaborazione con la zona territoriale n.12: già parzialmente attivato per la gestione del Fondo per la non autosufficienza.

S come Sport

San Benedetto & sport: un binomio vincente. Sono tante le realtà che operano nella nostra città, tanti i successi ottenuti a vari livelli territoriali e tante le speranze per un futuro ricco di soddisfazioni.

Dopo gli anni di amministrazione in cui si è pensato all’adeguamento dello Stadio Riviera delle Palme, alla riqualificazione di campi di calcio, di pattinaggio e di atletica, all’apertura di una Tensostruttura per la ginnastica artistica, della Palestra della Scuola Curzi, del circuito di pattinaggio su strada (Europei 2010), ora guardiamo alla qualificazione delle strutture sportive con una stretta collaborazione tra Comune e Associazionismo sportivo, con una rimodulazione della gestione sulla base del principio di sussidiarietà e della soddisfazione del cittadino-utente.

Non dimentichiamo comunque il lato educativo delle discipline sportive e continueremo a promuovere manifestazioni ed eventi che mettano in risalto quei valori che formano il carattere e suggeriscono stili di vita salutari (Guadagnare salute, Giocosport)

  • Sono già partiti i lavori per il Campo di Rugby, campo di pre-allenamento Sabatino D’Angelo, campo di calcio Rodi.
  • Nei nostri progetti c’è un nuovo impianto natatorio: la nostra Piscina comunale non potrà reggere ancora per molto l’afflusso di un così grande numero di utenti. L’obiettivo è quello di realizzare una struttura che ne possa accogliere ancora di più e che possa soprattutto ospitare gare di livello internazionale.
  • L’organizzazione di grandi eventi in collaborazione con associazioni ed enti sportivi ci consentirà infatti di allargare le nostre già floride potenzialità turistiche.
  • Oltre agli eventi sportivi da ospitare si pensa ad una polifunzionalità delle strutture sportive. Per esempio si può ragionare con la Sambenedettese calcio affinché nello stadio, la cui riqualificazione sta per essere portata a termine, si possa procedere ad una sistemazione che permetta di avere uno spazio capace di accogliere non solo gare di calcio ma anche eventi di grande richiamo di diversa natura come spettacoli e concerti.

La prossima amministrazione comunale si impegnerà a contribuire una tantum, affinché ciò venga realizzato, analogamente a quanto fatto per tutti gli interventi  portati avanti in questi anni sulle strutture sportive come il campo Ciarrocchi nel quartiere Sentina, il campo Schiavoni nel quartiere Ragnola e da ultimo il Merlini meglio noto come Campo Europa.

  • Rimanendo nell’ambito del calcio sambenedettese, reputiamo che se si vuole aderire ad un progetto futuro per la principale società di calcio cittadina, è necessario puntare sullo sviluppo delle scuole di calcio giovanili. Si valuterà quindi la possibilità di individuare aree private dove realizzare nuove strutture nelle immediate vicinanze del Riviera delle Palme.

Progetto: “sport contro la crisi”

Promuovere e valorizzare la pratica sportiva giovanile con l’intento di sostenere le famiglie che in questa fase di crisi economica incontrano difficoltà nel far praticare ai propri figli un’attività sportiva.

Oltre ad erogare un contributo che vada a coprire una percentuale della spesa per la pratica di un’attività sportiva, si organizzano dei corsi all’interno delle strutture sportive comunali (es Palestra Curzi e Palestra Agraria) che siano rivolte ai ragazzi ad un costo simbolico (come la ginnastica dolce, 10 euro al mese). Questo può essere fatto in collaborazione con cooperative o associazioni operanti sul territorio.

S come Sviluppo Sostenibile

Le principali città europee da anni impostano le loro politiche di sviluppo sul rispetto dell’ambiente, sulla vivibilità, sulla mobilità alternativa, sulla progettazione del verde pubblico e sulle energie rinnovabili. Queste sono le parole chiave per il futuro della nostra città, che dovranno guidare le nostre scelte in materia urbanistica, nella progettazione di opere pubbliche, nella redazione di un Piano della Mobilità, nelle scelte energetiche. E’ importante che ci sia un’unica regia politica e tecnica per evitare il sovrapporsi di decisioni incoerenti tra loro. L’individuazione di un unico settore che contenga al suo interno l’Ufficio di Piano, la Progettazione di Opere Pubbliche, la Mobilità e l’Ufficio Energia può rappresentare il migliore strumento per la programmazione della città nei prossimi 5-10 anni.

T come Trasporto Pubblico Locale

Gli alti livelli di polveri sottili nell’aria impongono comportamenti sempre più sostenibili da parte di tutti noi. Un obiettivo della prossima amministrazione sarà quello di invogliare i cittadini ad utilizzare di meno l’auto preferendo l’uso del mezzo pubblico. Questo implica il potenziamento dei collegamenti con i diversi quartieri, iniziando naturalmente dalle zone che ancora non sono servite. Bisognerà poi continuare a garantire i bus navetta gratuiti per i cittadini ed i turisti sia per andare in spiaggia, che in occasione di manifestazioni per le quali si prevede una grande affluenza (per es. La notte bianca).

Per facilitare l’uso degli autobus un obiettivo importante è quello di favorirne la circolazione con la creazione di corsie preferenziali.

Occorre proseguire inoltre nell’ammodernamento del parco mezzi acquistando dei bus navetta elettrici, oltre che quelli a metano: tutti dovranno essere dotati di facile accesso per i disabili.

T come Turismo

Nella città che ogni anno sempre più si conferma come Regina del Turismo nella Regione Marche (in cinque anni arrivi e presenze sono incrementati mediamente del 5%sia nel periodo estivo che invernale grazie alla capacità di praticare un’offerta turistica fondata sulla destagionalizzazione) non bisogna abbassare “la guardia”: la prossima Amministrazione, insieme ai soggetti che hanno un ruolo chiave in questo settore, dovrà pensare alla riqualificazione dell’immagine turistica, anche attraverso una campagna marketing e la creazione di un brand che identifichi San Benedetto del Tronto nel mondo.

Proprio per il suo ruolo di capofila anche nel settore turistico, San Benedetto non può che potenziare il legame con i luoghi più caratteristici dell’entroterra Piceno. Ciò dovrà passare attraverso una riorganizzazione del sistema turistico locale.

Dovrà essere migliorata la politica di incoming affinchè l’accoglienza e i servizi di informazione possano essere al passo con il turismo mondiale. In quest’ottica le nuove tecnologie ci vengono incontro con la possibilità di utilizzare strumenti comunicativi di campagna come i banner e gli spot pre-roll. Non si dovranno tralasciare però i normali canali di comunicazione e promozione: può essere utile, in questo senso, la realizzazione di una guida turistica tascabile.

Anche nel turismo una parte importante la gioca la formazione professionale sia per quanto riguarda gli operatori delle attività ricettive che per quelli impegnati nelle attività commerciali.

Per ultima, ma non meno importante, una maggiore attenzione dovrà essere rivolta alle  ricadute ambientali che hanno i flussi turistici nella nostra Città: per tentare di riequilibrare la situazione si dovranno stimolare le strutture ricettive ad intraprendere i percorsi della certificazione ambientale e di qualità.

U come Urbanistica

La parola Urbanistica ha spesso suscitato “cattivi pensieri”. Si tratta invece di una tematica fondamentale per la vita di una città.

Sebbene San Benedetto sia stata una delle prime città delle Marche a dotarsi di un Piano Regolatore Generale adeguato al Piano Paesistico Ambientale della Regione Marche, da anni è emersa la necessità di aggiornare lo strumento generale di pianificazione urbanistica, alla luce dei numerosi cambiamenti intercorsi dalla metà degli anni ottanta ad oggi, soprattutto in materia economica, sociale ed ambientale.

Pur in assenza di leggi nazionali e regionali aggiornate secondo le politiche e le buone pratiche più recentemente introdotte nell’urbanistica, nel corso degli ultimi cinque anni di governo comunale è stata attuata una coerente attività di pianificazione comunale, che ha individuato nella struttura unitaria composta da Schema Direttore e Valutazione Ambientale Strategica gli indirizzi, gli obiettivi ed i criteri per la definizione di un nuovo quadro pianificatorio generale orientato allo sviluppo sostenibile.

Queste valutazioni sono caratterizzate da una elevata partecipazione alle scelte a più livelli di rappresentatività, passando dalle autorità con competenze ambientali alle strutture amministrative comunali ed al coinvolgimento della cittadinanza.

Dalla generale e complessiva visione del territorio che scaturisce da questi approfondimenti risulta confermato il ruolo guida di San Benedetto per il comprensorio ed oltre: emerge la necessità di agire prevalentemente verso la riqualificazione e la razionalizzazione dei tessuti urbani esistenti, con un contestuale concreto miglioramento nella dotazione di servizi pubblici e nella qualità urbana.

In presenza di tale definito quadro pianificatorio e nella consapevolezza delle sempre più ridotte risorse disponibili nel bilancio comunale, potranno essere adeguatamente individuati e sviluppati interventi con il concorso di risorse private, finalizzati ad ottenere una reale e ben quantificabile convenienza per la parte pubblica.

In quest’ottica fra gli interventi più rilevanti pensiamo:

  • al recupero ed alla riqualificazione delle aree degradate
  • alla realizzazione di appartamenti che possano essere affittati o anche acquistati da giovani a prezzi calmierati.
  • Alla riqualificazione dei corsi d’acqua a pettine: i Torrenti Ragnola, Acqua chiara, Fornaci e Albula. La loro cementificazione rappresenta uno dei livelli di degrado più alti, perché ha fatto sì che diventassero ricettacolo di sporcizia di svariato genere. Oggi si impone una loro riqualificazione anche con interventi di rinaturalizzazione.

Per favorire ll’informazione e la condivisione dei progetti da realizzare, potranno essere utili:

  • l’istituzione di uno Urban center: uno spazio fisico dedicato all’informazione sui principali piani e progetti cittadini, un punto di riferimento per la progettazione condivisa del futuro di San Benedetto che può trasformarsi in un laboratorio di idee, interagendo attraverso gli strumenti di e-democracy.
  • La realizzazione di Laboratori di Urbanistica Partecipata con gli studenti delle scuole elementari, per la progettazione di aree verdi pubbliche, scolastiche, percorsi sicuri;

V come Verde

Una città come San Benedetto del Tronto ha bisogno di aree verdi diffuse su tutto il territorio, fruibili e di prossimità. In questi anni tanto è stato fatto per il recupero e la riqualificazione dei parchi cittadini, ora è necessario individuare nuove aree, in particolare completando i lavori nell’area ex Cerboni, realizzando un polmone verde in zona Brancadoro, recuperando e valorizzando la Riserva Naturale della Sentina, individuando percorsi ciclabili e pedonali in collina, vigilando sulla corretta esecuzione dei lavori nelle nuove lottizzazioni, subordinando ogni progettazione urbanistica alla realizzazione di adeguate aree verdi di quartiere. Fondamentale sarà proseguire nel coinvolgimento dei cittadini residenti nella gestione del verde, visti gli ottimi risultati di questi anni, proponendo alla Protezione Civile di affiancare le associazioni nel difficile compito del controllo.

La cura del verde pubblico dovrà essere potenziata, continuando nella direzione del rafforzamento del settore parchi pubblici, attraverso l’acquisto di macchinari nuovi e l’assunzione di personale specializzato. La manutenzione del verde richiede un impegno costante e la continua formazione degli addetti, come dimostra l’emergenza punteruolo rosso che ci vedrà impegnati ancora per anni nel contenimento del fenomeno e nella ricerca della cura.

V come Viabilità

Oltre ai già citati interventi in materia di potenziamento del parco autobus, bisogna porre l’attenzione sulla razionalizzazione della circolazione stradale, migliorando la sicurezza attraverso interventi strutturali sui “punti di conflitto” evidenziati negli studi realizzati.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario aumentare le competenze dell’Ufficio Tecnico del Traffico, creando anche sinergie con gli uffici che si occupano di urbanistica, opere pubbliche e manutenzione. Bisogna arrivare a prevedere all’interno dei progetti la sostenibilità anche da un punto di vista della viabilità.

Un altro punto da cui non si può prescindere è la realizzazione di una circonvallazione (“Bretella”) che servirà per alleggerire il traffico delle vie centrali, ma che da sola non sarà sufficiente per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria: questa soluzione dovrà essere accompagnata da altre strategie di abbattimento del traffico degli automezzi.

Con la tanto attesa elettrificazione della linea ferroviaria Ascoli – Porto d’Ascoli, potrà concretizzarsi l’attivazione di una vera e propria metropolitana di superficie, in grado di soddisfare ulteriormente la necessità di collegamenti delle zone periferiche della città: dovranno essere previste, infatti fermate intermedie, oltre le due principali già esistenti.

W come Wi fi libero

Sono diverse le zone della città in cui è possibile collegarsi gratuitamente ad internet con il wi fi. E’ nostra intenzione espandere queste aree e coprire, anche con la collaborazione dei privati, in particolar modo le zone più frequentate dai cittadini e dai turisti.

Oltre al potenziamento del Wi fi libero è importante iniziare a porre delle basi concrete per portare la banda larga anche nella nostra città: ad esempio prevedendo l’installazione dei cavi di fibra ottica per zone di nuova realizzazione.

Z come ZTL

Abbiamo intenzione di creare un’area ZTL tra via Gino Moretti e via Roma, dopo aver realizzato il parcheggio nei pressi della stazione e due grandi parcheggi a nord (Piazza S. Giovanni Battista/Piazza Garibaldi) e a sud (nell’area a ovest di viale De Gasperi).

All’interno della Zona a Traffico Limitato verranno garantiti i posteggi per i residenti.

Scarica qui il programma in formato .pdf

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