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Programma di mandato 2006-2011

San Benedetto del Tronto città delle opportunità
San Benedetto del Tronto è un Comune, cioè una comunità di cittadini, che possono e quindi devono tornare a credere nelle proprie possibilità, individuali e collettive. La nostra è una città che deve riprendere, ma in maniera equa e solidale, un processo di crescita economica, civile e culturale. Coniugando la spinta vitale verso i consumi e il benessere, con la giustizia sociale, la sostenibilità ed ecocompatibilità dei sistemi della produzione e della mobilità, delle persone, dei servizi e dei beni. E’ ormai noto a tutti, anche alla nostra comune esperienza, che non esiste progresso senza un suo armonico sviluppo, rispettoso dell’uomo e dell’ambiente, quindi della qualità della vita e della salute di ogni cittadino. A tal riguardo le istituzioni pubbliche, prime fra tutte quelle di governo locale, vengono investite di sempre maggiori e crescenti ruoli e responsabilità, attraverso il governo dello sviluppo del territorio, le scelte amministrative a sostegno dello sviluppo economico, la creazione di una rete di servizi a tutela del benessere dei cittadini. Il tutto in un ottica antropica, e personalistica, con cui la Costituzione ex artt. 5 e 118 affida ai Comuni precettivamente e programmaticamente un ruolo sempre maggiore e più importante, cui dovranno adeguarsi, e velocemente, la legislazione ordinaria, e soprattutto le amministrazioni statali centrali e decentrate, e quella regionale con una prassi amministrativa costituzionalmente orientata e quindi rispettosa del nuovo corso federalista della odierna seconda Repubblica. Ma bisogna essere all’altezza del nuovo e più gravoso compito che l’architettura costituzionale assegna alle istituzioni pubbliche cittadine. Con la nascita del Regno d’Italia sembrò chiaro che solo l’adozione di un modello centralista, alla francese, avrebbe potuto garantire la costruzione di uno stato unitario. La prima Repubblica nata sulle rovine del secondo conflitto mondiale, aveva anch’essa la necessità di ricostruire un tessuto istituzionale, civile, culturale e valoriale disintegrato dalla guerra, ma ora è chiaro che solo dal “basso”, dove cioè le istituzioni democratiche incontrano i cittadini, singolarmente, o nelle formazioni sociali in cui essi svolgono la propria personalità è possibile riscrivere quel contratto sociale tra le persone e le istituzioni pubbliche che permetta a tutti di riconoscerci, pur con le inevitabili e feconde diversità, dentro un patrimonio di valori comune e condiviso. Bisogna quindi essere all’altezza dei nuovi poteri affidati ai Comuni della Repubblica, cui corrispondono però nuove e più pressanti responsabilità. Bisogna essere all’altezza come governati, usando la delega del voto democratico con maturità e consapevolezza, avendo di mira gli interessi generali, e partecipando, ma bisogna altrettanto, anzi, soprattutto essere all’altezza di questi nuovi compiti come governanti, candidandosi alla guida della cosa pubblica avendone le necessarie competenze, il rigore morale necessario e una indispensabile, autentica, passione civile per la cura degli interessi generali. È per questo che intendiamo mettere al centro del nostro programma di governo l’obiettivo strategico della costruzione di una Città Grande.
Questa maggioranza, composta dai consiglieri comunali eletti, gli assessori nominati, sotto la guida del Sindaco animerà e guiderà un processo politico e culturale orientato a creare una nuova capacità e una nuova visione di area vasta ed integrata del nostro territorio e delle sue prospettive di sviluppo di medio e lungo periodo. Così da costruire un processo istituzionale in grado di coinvolgere nel suo percorso formativo gli altri comuni costieri e dell’entroterra che gravitano nel nostro stesso comprensorio. La città di San Benedetto del Tronto e i paesi confinanti costituiscono una unica realtà sociale ed economica, caratterizzata dalla sostanziale omogeneità del tessuto sociale, dalla comunanza degli interessi economici e dei processi di produzione dei beni e dei servizi, dalla contiguità dei territori urbanizzati, ma dalla limitatezza delle vie di comunicazione, e con una rete di servizi comuni da progettare e realizzare, assieme ad una cultura politico-istituzionale di area vasta comprensoriale ancora tutta da scrivere.
Tra gli impegni programmatici strategici vi è quindi quello prioritario di costruire attraverso i passaggi istituzionali necessari, e sulla base delle norme legislative vigenti artt. 31 e segg. D-Lgs. 267/2000, un consorzio o una unione dei Comuni, quali passaggi intermedi eventuali verso la creazione di un grande unico Comune al posto degli attuali sei o sette esistenti. E la nostra città pur nella sua autosufficienza, istituzionale, finanziaria, organizzativa e dei servizi cittadini, tra cui la complessa struttura di servizi socioassistenziali comunali di eccellenza e in costante evoluzione, offre altresì la autorevolezza del proprio ruolo di polo economico e dei servizi, nonché il rilievo internazionale della propria immagine di centro turistico di rinomanza, in uno slancio altruistico, e con una visione culturalmente e politicamente più avanzata, per guidare il cammino istituzionale verso la creazione di una nuova, unica, grande città.
Concretamente, per esempio, la realizzazione del nuovo Piano regolatore generale della nostra città, altra priorità del programma di questo mandato amministrativo 2006-2011 terrà conto di un piano strategico dei servizi, già teso, sin da subito, verso l’integrazione dinamica delle attività dell’intero territorio. Infatti non è raro, per esempio, che più famiglie vivano a Martinsicuro, lavorino a Monteprandone, si rechino a fare acquisti a Colonnella, e poi accompagnino a scuola i propri figli a San Benedetto del Tronto, usufruendo di altri servizi erogati dalla nostra municipalità. Tale semplice e plastica rappresentazione della dinamica esistenziale quotidiana di tante persone comuni palesa l’interagire di una cittàterritorio che necessita di un baricentro istituzionale e di una visione d’insieme dei problemi e delle potenzialità del territorio.
Le scelte che la nostra amministrazione assumerà (nel nuovo Piano Regolatore Generale e nella realizzazione di nuovi servizi) terranno conto di questo impianto strategico, teso a offrire servizi omogenei e di qualità in tutto il territorio vasto, a fare economie di scala, riducendo i costi di gestione dei servizi pubblici, ad offrire maggiori capacità di tutela e di promozione del territorio a livello regionale, nazionale ed europeo. La costituzione di una capacità di governo di area vasta, consentirà la programmazione dello sviluppo socio-economico su scala più ampia con conseguente economia nella gestione dei servizi. Tali economie potranno essere reinvestite per veicolare la promozione del territorio e realizzare nuovi servizi per la collettività.
Le realtà territoriali dovranno quindi mettersi a sistema e in questo contesto la città San Benedetto del Tronto polo attrattivo del turismo, del commercio, del terziario avanzato e della pesca, si attiverà attraverso questa amministrazione per lo sviluppo delle relazioni economiche e sociali con le nazioni che si affacciano sul mare Adriatico.

IL NUOVO PIANO REGOLATORE GENERALE DELLA CITTA’
San Benedetto del Tronto avrà, entro i prossimi cinque anni, un nuovo Piano Regolatore Generale o, meglio ancora, conoscerà una programmazione continua che basi i suoi concetti informatori sul rilancio del ruolo guida del comprensorio, da parte della nostra Città, attraverso nuovi fattori di sviluppo e di democrazia. La adozione di un nuovo PRG segnerà una totale discontinuità con il passato, e il superamento di strumenti sistematici di intervento parziale o compartimentale, quali i PRUSST. Tutti gli strumenti urgenti di trasformazione urbanistica contrattata pubblicoprivata, quali Project Financing, accordi di programma ecc, a prevalente e documentato interesse pubblico, non potranno essere avulsi da una generale e complessiva visione del territorio, in quanto per loro natura, scopo e funzione, non possono essere sostitutivi di una programmazione complessiva e generale del territorio, e saranno utilizzati solo nei casi in cui vi sia una reale e ben quantificabile convenienza per la parte pubblica, e comunque saranno sempre sottoposti preventivamente al vaglio degli organismi di partecipazione.
Il nuovo PRG sarà orientato prevalentemente alla riqualificazione e razionalizzazione dell’esistente, secondo la logica che tutti i luoghi di vita dei cittadini costituiscono “la città”. Conseguentemente, particolare riguardo sarà riservato al potenziamento del Servizio parchi e giardini, e quindi alla cura del patrimonio arboreo. Superando la distinzione in termini di qualità urbana, servizi a disposizione, ambiente fruibile, vivibilità in generale fra “il centro” e “la periferia” il Piano regolatore Generale prevedrà, tra l’altro, una edificazione limitata nella zona ad est della Ferrovia, consentendo solo interventi di alta qualificazione urbana, evitando ulteriori trasformazioni di alberghi in residence o mini appartamenti. Gli alberghi invece vanno riqualificati, anche utilizzando eventuali incentivazioni volumetriche asservite però al vincolo della destinazione d’uso alberghiera.
Questa amministrazione provvederà a prestare idonea attenzione all’edilizia residenziale pubblica (ERP) affinché si possano individuare aree da mettere a disposizione.
Si approverà, in tempi brevi, un regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, così da predeterminare, ex ante, con equità e imparzialità, in quali casi, con quali modalità e a quali tariffe, sarà possibile sottrarre o limitare l’uso generale ed indistinto di spazi di proprietà pubblica al fine di agevolare l’attività economica a vocazione turistica.
L’obiettivo principale è quello dell’adozione della variante generale al Piano Regolatore Generale del Comune di San Benedetto del Tronto. Tale scelta si rende necessaria per aggiornare le previsioni dello strumento urbanistico generale vigente, ormai anche in presenza di vincoli espropriativi decaduti, impostato su criteri socioeconomici
e normativi dei primi anni ’80 e rivolti più alla disciplina del valore dei suoli che ad un autentico progetto territoriale sulla città.
Per raggiungere l’obiettivo del nuovo PRG ci si confronterà con i necessari approfondimenti tematici e territoriali e con l’indispensabile garanzia di partecipazione dei cittadini alle scelte riguardanti il futuro della città. L’attesa della
maturazione di alcuni elementi conoscitivi (in particolare l’esame delle grandi questioni dell’uso di qualità del territorio: come il sistema del verde integrato a percorsi protetti, le ciclabili e pedonali; il tema della città fruibile per tutti, quello delle qualità urbane) non può significare, però, mancanza di pianificazione, anzi, in un contesto che si propone la soluzione di alcuni scottanti problemi urbani (quello della viabilità la congestione del traffico, l’inquinamento, la casa come diritto, la riqualificazione e il recupero del patrimonio esistente anche attraverso il censimento del patrimonio pubblico, il tema del turismo e il sistema della qualità dell’offerta e della ricettività)occorrerà definire azioni tali che vadano ad incidere sui grandi temi di territorialità di sviluppo della città: Porto, Sentina e Zona Brancadoro.
L’individuazione corretta del ruolo sovracomunale della città comporta, quindi, una rivisitazione delle relazioni intercomunali e tra sistemi territoriali, e la impostazione di un vero e proprio progetto urbano che contemperi qualità, equità sociale e sviluppo economico. Tra gli altri temi riguardanti la qualità e la cultura della città, in un contesto di pianificazione “in progress”, la casa rappresenta comunque una vera emergenza territoriale e sociale, e quindi una priorità da affrontare da subito, anche attraverso l’immediata predisposizione di un nuovo piano PEEP, prevalentemente rivolto agli affitti concordati.
Gli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi di cui sopra saranno anche determinati dall’approntamento di specifiche schede di rilevazione affidate a giovani professionisti, dal completamento dell’informatizzazione delle procedure e dalla costituzione di un più efficace Sistema Informativo Territoriale, sia anche con norme e strumenti che vadano in direzione del superamento dei rischi e della messa in sicurezza della città, sia dall’introduzione di meccanismi premiali attraverso forme di incentivo a metodiche di costruzione per il risparmio energetico e di bio-architettura. La tutela e salvaguardia del territorio significa poi affrontare i grandi rischi: frane, terremoti, esondazioni, etc., che richiedono, da subito, specifici interventi sia per il fiume Tronto, ma anche per il Torrente Albula, ma anche per la salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio. La realizzazione e gestione e quindi non solo la previsione e il miglioramento di servizi – anche primari – in un clima che, privilegiando ed evidenziando l’interesse pubblico assicuri la collaborazione dei privati all’obiettivo di qualità della città.
In questo sarà rapidamente di aiuto anche la nuova normativa regionale urbanistica (l’accordo Regione, ANCI e UPI è stato raggiunto in data 26 settembre 2006), che introducendo i concetti di Piano Strutturale, di Piano Operativo e di
perequazione muta il significato dello stesso strumento pianificatorio e ne cambia anche gli effetti.
Il PRG che questa amministrazione adotterà sarà un piano utile, flessibile, operativo, autenticamente equo, di qualità, premiante, democratico, che faccia i conti con le difficoltà presenti nella città.
Il principale strumento urbanistico non si limiterà, dunque, ad attribuire e disciplinare i valori dei suoli ma servirà a chiarire a che punto è lo sviluppo socioeconomico della nostra Comunità, in rapporto ai temi fondamentali del Commercio e del Turismo e degli altri settori produttivi, ma in relazione alle esigenze fondamentali e generali dei “cives”, in armonia con la conformazione sociale, le inclinazioni, le specialità urbane, le nuove professioni, le nuove tecnologie e le potenzialità possibili del territorio cittadino e circostante. Saranno valorizzati principalmente il turismo congressuale e i turismi possibili, il porto e il distretto agroalimentare, per i quali è indispensabile la realizzazione della circonvallazione in sinergia con i Comuni vicini cointeressati.
Il piano pertanto sarà:
– Utile: al servizio di tutti i cittadini e rispondente alle esigenze specifiche di San Benedetto del Tronto;
– Flessibile: e semplice, comprensibile ed adattabile ai tempi e alle aspettative dei più deboli; capace di utilizzare al meglio e subito le risorse e le possibilità offerte dai nuovi strumenti di programmazione e concertazione.
– Equo: cioè orientato in senso sociale, con soluzioni per i giovani e coppie giovani, anziani, immigrati, bambini, con la riorganizzazione dei servizi e la messa a sistema delle qualità esistenti e potenziali del territorio.
– Di qualità:costruito su progetti che abbiano come riferimento lo sviluppo sostenibile, con particolare riguardo alle questioni ambientali e della promozione culturale, facendo attenzione ai fenomeni di irreversibilità e di lungo periodo e alla coerenza complessiva delle scelte di allocazione delle risorse sul territorio; capace di distinguere i fenomeni transitori da quelli strutturali alla base dei processi di trasformazione, invece della classica pianificazione operata per parti e, di conseguenza, frammentaria.
-Premiante: per quanti adotteranno soluzioni compatibili con l’ambiente attraverso sistemi che favoriscano processi di produzione di energia alternativa e utilizzino materiali eco-compatibili.
– Democratico: costruito attraverso il coinvolgimento attivo dei comitati di quartiere che diano centralità della GESTIONE del Piano con la possibilità di determinare veri accordi di quartiere con la popolazione su modi e priorità di attuazione.
Vogliamo la città dei cittadini e non dei singoli interessi, la prevalenza dell’interesse generale su quello particolare, una città delle qualità, fiduciosa e sicura in cui si possa vivere e assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni, una città che difenda e tuteli i più deboli ed offra ai giovani nuove opportunità: una città che cresce e si sviluppa correttamente.
IL RILANCIO DELLE ISTITUZIONI CITTADINE
Questa amministrazione ridarà una centralità etica, morale, collegiale e di autorevole rilievo alle istituzioni comunali della nostra Città garantendo in primo luogo una rappresentatività effettiva a tutte le componenti della comunità. Il riequilibrio equo della rappresentanza, soprattutto per valorizzare tutte le forze e capacità della città, con particolare attenzione alle pari opportunità, costituisce l’espressione tangibile di un governo cittadino più rispettoso di tutte le sue componenti sociali (artt. 2 e 3 Cost.).
Il diritto alla partecipazione è parte integrante del diritto di cittadinanza. La partecipazione va intesa come strumento di governo della complessità e della ricchezza sociale. E attualmente fra i molteplici punti di vista sottorappresentati che caratterizzano la gestione dello sviluppo locale, vi sono quello degli anziani, degli immigrati e in particolare dei bambini che pure negli ultimi anni hanno arricchito le politiche urbane di molti Comuni. E questa Amministrazione attiverà il Consiglio Comunale dei bambini, luogo di educazione alla legalità, al rispetto della cosa pubblica, strumento di partecipazione dei minori non più destinatari di interventi, ma portatori di interessi amministrativamente qualificati, soggetti attivi, partecipi, considerati e coinvolti nei processi di scelta destinati ad influire direttamente sul loro ambiente di vita e sul loro processo di crescita come persone e come cittadini.
Ormai è matura la scelta di attivare nuove forme di democrazia partecipativa come regola di governo accanto agli istituti di democrazia delegata. La diffusione di esperienze di partecipazione nelle forme e negli ambiti più diversi (assemblee di quartiere, bilancio partecipativo, conferenze d’area, consulte specifiche, piani strategici, patti territoriali, ecc) si sono dimostrati strumenti fondamentali per costruire un rapporto fra bisogni sociali e le istituzioni. La nuova amministrazione che realizzeremo renderà i percorsi partecipativi parte integrante del processo di decisione nei piani, nei progetti e nelle politiche di indirizzo fondamentale. Una delle forme della partecipazione a cui daremo particolare rilievo è il Bilancio partecipativo, attraverso cui i cittadini scelgono autonomamente ogni anno come e dove investire parte delle risorse municipali. Il bilancio previsionale dell’Ente dovrà essere condiviso con gli amministratori nella misura più ampia possibile, dovrà pertanto avvicinare l’Amministrazione alla collettività rappresentata con modalità informali e procedure flessibili, tenendo presente che le modalità di consultazione, comunicazione e partecipazione dei cittadini hanno come scopo quello di favorire forme sempre più avanzate ed evolute di prossimità tra le scelte operate dal governo cittadino e la comunità.
Cittadini singoli, libere associazioni, imprese, terzo settore saranno valorizzati dall’amministrazione come risorse reali del governo civico, la sussidiarietà orizzontale è un metodo e una prospettiva di crescita che ci diamo per il futuro sviluppo dei servizi pubblici.
Maggiore attenzione sarà posta all’integrazione socio-culturale anche attraverso una modifica statutaria che consenta l’istituzione del Consigliere comunale aggiunto al fine di valorizzare la presenza e l’integrazione civile, sociale e culturale degli immigrati nel nostro territorio.
PIANO REGOLATORE DEL SOCIALE
Ripenseremo la nostra città non solo in relazione al territorio, ma anche dal punto di vista di una disciplina dei rapporti sociali, economici, giuridici e politici equi e solidali tra le varie categorie. La solidarietà va interpretata come dimensione ulteriore e successiva rispetto la concessione assistenziale, e dovrà diventare modello di sviluppo, dimensione culturale, patrimonio etico, civile, politico di tutti: giovani e meno giovani, ricchi e poveri, abili e diversamente abili.
Ci impegniamo quindi, sino a saturare il limite delle competenze e delle risorse disponibili della nostra dimensione istituzionale, a costruire una Città solidale dove tutti possano sentirsi attori della costruzione della vita sociale. Un primo servizio da attivare al più presto è il “Centro diurno per malati di Alzheimer”. Questa amministrazione valorizzerà inoltre il ruolo del Terzo Settore (sia nella sua dimensione di volontariato che di promozione sociale che, infine, di cooperazione sociale), in funzione di promozione, coprogettazione e cogestione dei servizi. Potenzieremo attraverso investimenti in attrezzature informatiche, la biblioteca comunale, il centro lettura, la sala musicale, e i laboratori di cinematografia e teatrali del Centro Giovani e del servizio “Informa Giovani”, per agevolare l’aggregazione giovanile e combattere l’incultura della devianza. Verrà inoltre istituito un “Ufficio di Promozione Sociale – Sportello della Salute”, per informare il cittadino sui servizi erogati dal Comune.
Il Piano Regolatore del Sociale diventerà lo strumento di programmazione, di pianificazione e di monitoraggio della spesa, metodico concertativo con cui valutare il rapporto costi/benefici. La responsabilità della spesa sociale sarà valutata, dai decisori politici, gli operatori tecnici, il terzo settore e i cittadini utenti, sia da un punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo.
Il problema della casa riveste un’importanza particolare. Intendiamo sviluppare un sistema di residenzialità con particolare attenzione per le giovani coppie formate dai cosiddetti “lavoratori atipici” e gli immigrati, attraverso un forte partenariato con l’Ente regionale per l’Abitazione Pubblica e gli istituti di credito interessati.
E’ necessario aprire un nuovo asilo nido a Porto d’Ascoli, riqualificare i due nidi già esistenti, integrare e potenziare il Consultorio familiare, dotare la città di una comunità di accoglienza per madri con figli a carico, per donne in difficoltà, impegnante nel percorso di autonomia e di inserimento sociale.
I SERVIZI COMUNALI COME RISORSA DELLA CITTA’
Gli stessi principi etici, valoriali orientati ad una effettiva cultura della legalità che ci guideranno nell’azione politica di indirizzo, pianificazione e controllo dovranno essere applicati alla quotidiana azione amministrativa e gestionale. Poiché è richiesto alla classe politica, sottoposta alla scelta e al giudizio democratico del popolo sovrano (art. 1 Cost.) ma anche e soprattutto agli apparati di servizio del Comune, di essere all’altezza da un punto di vista tecnico, morale e culturale del ruolo professionalmente ricoperto.
Come segno concreto e tangibile di progresso e discontinuità con il recente passato questa amministrazione si impegna a riconoscere i meriti e le qualità dei suoi dipendenti migliori. A non lasciare più soli, quindi ma a valorizzare, coloro che in questi ultimi anni, opachi, di decadenza dell’azione amministrativa e di smarrimento del prestigio istituzionale del governo cittadino, hanno saputo mantenere il timone del loro lavoro, nonostante tutte le avversità, gli ostacoli, gli ostruzionismi, palesi e occulti, comunque ben saldo, e orientato alla legalità e verso l’impegno duro, discreto e quotidiano per i servizi a favore dei cittadini. Oltre alla legalità il principio di efficacia diverrà criterio di scelta e di azione dei servizi pubblici. Quindi si attiveranno controlli effettivi di gestione e sulla struttura.
Il valore più importante di qualsiasi azienda pubblica o privata è data dalla capacità delle persone che vi lavorano. Per questo valorizzeremo le esperienze maturate, l’impegno e la competenza esistenti mettendo tutti i dipendenti, che lo
vogliano seriamente, nella condizione di essere sempre aggiornati e preparati per rispondere adeguatamente alle domande dei cittadini. L’analisi dei problemi, la pianificazione delle attività, il controllo e la valutazione dei risultati conseguiti saranno strumenti permanenti di gestione integrata dei servizi e delle attività comunali.
I servizi comunali dovranno essere fruibili ed utilizzabili con sempre maggiore semplicità e minore onere per i cittadini, le famiglie e le imprese. Questa Amministrazione userà le nuove tecnologie informatiche e telematiche per semplificare la vita dei cittadini, per ridurre i costi dei servizi. Le strutture comunali saranno chiamate a supportare l’azione del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale, per favorire e valorizzare la partecipazione al governo della città.
Saranno fissati gli obiettivi di servizio, avviato un effettivo controllo di gestione, valutati seriamente i risultati, definiti gli standard di qualità delle prestazioni, realizzando ove necessarie le carte dei servizi, le buone prassi supportate dal lavoro dei migliori dipendenti saranno le azioni per garantire una struttura comunale pulita, autorevole, trasparente ed efficiente: al servizio della Città.
Si utilizzeranno i nuovi strumenti offerti dal mercato finanziario per la creazione di risorse aggiuntive, si opererà una costante razionalizzazione della spesa, nell’ottica, però del mantenimento di uno standard qualitativo dei servizi adeguato e socialmente equo e solidale.
Si attiveranno modalità di pagamento on-line per tutti i tipi di entrata, saranno attivati gli strumenti di pagamento elettronici (P.O.S.) e verrà incrementato il numero di sportelli utili per i versamenti su tutto il territorio.
Attenzione strategica, socialmente e civilmente doverosa poi sarà sempre più data all’azione di recupero dell’evasione tributaria, in modo che tutti paghino quanto debbono alle istituzioni pubbliche, per garantirne il funzionamento adeguato, così che tutti, conseguentemente, paghino meno. Esiste è vero, un eccesso di pressione fiscale nel nostro paese, rispetto i paesi più evoluti, economicamente e civilmente, ma perché esiste un eccesso di evasione fiscale nel nostro paese, rispetto i paesi più evoluti, economicamente e civilmente.
Ma l’ordinamento federalista della nostra seconda Repubblica, con una fiscalità a prelievo sempre più decentrato e su base locale, impone che ora gli apparati preposti e organizzati proprio per l’accertamento e repressione dell’evasione tributaria come la Guardia di Finanza e l’amministrazione statale delle entrate, con i suoi uffici periferici, si mettano a disposizione anche degli enti locali, dove ormai la gran parte del prelievo fiscale si sta trasferendo. Avvieremo pertanto ogni decisa azione utile a coinvolgere nell’azione di contrasto alla evasione dei tributi comunali gli apparati statali già esistenti e competenti in materia.
Recuperare le risorse finanziarie sottratte illecitamente al prelievo fiscale, significa reperire ulteriori risorse per interventi pubblici a favore delle fasce più deboli, in una funzione di redistribuzione del reddito che vede le amministrazioni locali sempre più responsabili.
Pensiamo che la gestione razionale delle risorse finanziarie, patrimoniali e organizzative, e quindi rispettosa della loro funzione e provenienza pubblica sia la principale, e più feconda fonte di risorse di cui la nostra Amministrazione possa
disporre.

SAN BENEDETTO CITTÀ DI RELAZIONI CULTURALI
In una città la cultura non è solo l’insieme di una serie di politiche, ma anche un più impalpabile e non meno concreto tessuto civico, che dal punto di vista di un’amministrazione comunale deve essere curato e sviluppato. In questa direzione intendiamo agire in almeno tre direzioni, che vanno da un livello più “istituzionale” ad uno più diffuso. Partiamo dunque con il potenziamento della città di San Benedetto come sede universitaria.
In secondo luogo intendiamo rilanciare il dialogo con le molte associazioni culturali, il cui stesso numero è già di per sé l’indice di una grande vivacità culturale dei sambenedettesi. Da questo punto di vista dovremo puntare a definire e poi a perseguire l’idea della “qualità” degli eventi culturali e delle iniziative che si svolgono nel corso dell’anno, con cadenza regolare come la rassegna del documentario “Libero Bizzarri” o quella dedicata ai “Teatri invisibili”, o come
manifestazioni “una tantum”. Durante l’anno abbiamo naturalmente alcuni appuntamenti fissi che vanno curati senza cadute o distrazioni. Nel corso dell’inverno la stagione teatrale, la stagione concertistica, i corsi di orientamento musicale. In estate, con prosecuzione anche durante l’inverno, la rassegna “Mare aperto”, che sarà un contenitore aperto a nuovi contributi, sempre valorizzando il rapporto “fondativo” della nostra città con il mare.
Né vanno dimenticati gli spazi:, a cominciare dalla riapertura del Teatro Concordia, luogo strategico ed irrinunciabile per una città come San Benedetto.
Riteniamo inoltre che vada valorizzato l’auditorium comunale e dell’attività museale, con particolare riferimento al Museo delle Anfore e al Museo Ittico, e ad iniziative di carattere europeo da incentivare, come la “Notte dei musei” o la “Primavera dei musei”. Il progetto maggiore, dal punto di vista dei musei, resta quello della creazione di un unico “Museo del mare”, un progetto ambizioso, organizzato in diverse sezioni, con una sezione dedicata appunto alle anfore, una all’Antiquarium Truentinum, una per la Pesca e la Civiltà Marinara, una sezione Antropologicacollezione
Buriani, una sezione Ittica “Augusto Capriotti”. Infine ma non da ultimo dovremo dare opportunità ai giovani, attraverso centri che ne favoriscano la creatività o il potenziamento di strutture esistenti come la nostra biblioteca multimediale “G. Lesca”, che già oggi assolve a funzioni diverse, da quella tradizionale legata ai libri, a quella multimediale con “Pianeta musica” e l’archivio dello stesso premio Bizzarri. Una nuova biblioteca verrà creata a Porto
d’Ascoli, per assolvere ad una funzione ormai irrinunciabile, vista l’alta affluenza di giovani e meno giovani negli attuali locali presso il Comune. La biblioteca ospita inoltre appuntamenti come la lettura animata per i ragazzi, gli incontri con l’autore in estate e le altre attività alla Palazzina Azzurra, come le mostre o altri eventi.
Riteniamo che tutto questo possa portare i giovani ad una maggiore consapevolezza di sé e del mondo, oltre che delle tecniche impiegate dagli artisti, in settori che vanno dall’architettura alla scultura alla musica, ecc.
SAN BENEDETTO CITTÀ DI RELAZIONI ECONOMICHE ED INTERNAZIONALI
È la struttura stessa della società occidentale contemporanea ad aver modificato anche la nostra città. Le attività lavorative, per esempio, sono sempre più orientate verso il terziario e il terziario avanzato. La stessa vita delle persone è sempre più influenzata da strumenti come internet, che potenziano notevolmente le possibilità di conoscenza e di orientamento nel mondo. Oggi non possiamo non tenere conto dei settori economici che hanno fatto la fortuna della città e che riteniamo possano garantirne un futuro non meno vivace.
Per questo dobbiamo riqualificare l’offerta turistica e integrarla con quella del nostro entroterra. Non possiamo più permetterci di non valorizzare l’arte, la natura, le tipicità artigianali ed enogastronomiche del nostro territorio, con un’offerta integrata, che sia divulgata in maniera efficace, intuitiva, completa. La qualità complessiva del nostro sistema ricettivo dovrà essere incrementata, con certificazioni o altri strumenti premianti, coerentemente con gli strumenti messi in atto dalla Regione Marche, dagli altri Comuni e dalla Provincia. L’unità del territorio è infatti anche se non soprattutto unità delle sue istituzioni.
Il turismo del futuro non potrà essere programmato se non attraverso una reale destagionalizzazione, che dovrà coinvolgere forme di turismo sportivo, congressuale, e di altro tipo, in accordo con i Comuni vicini.
Di questo quadro beneficeranno non soltanto gli operatori del turismo, ma anche i piccoli commercianti, che animano il centro cittadino e ne rappresentano quasi il paesaggio naturale. La città sarebbe irrimediabilmente impoverita se non avesse una vivace vita commerciale nelle sue zone centrali. E le iniziative per sostenere questo settore non potranno non essere decise in collaborazione con gli stessi commercianti e con tutte le associazioni in cui sono raggruppati. Anche in questo settore, d’altra parte, non si tratta soltanto di custodire e potenziare l’esistente, ma di sostenere e favorire il nuovo e i giovani. Per questo intendiamo ripristinare i prestiti d’onore per i giovani, per la creazione di nuove imprese e per il sostegno alle giovani coppie.
Una menzione a sé meritano il porto e le attività ad esso connesse: abbiamo chiamato tutto ciò “le opportunità del mare”, con specifica delega ad un assessore, più ampia di quella precedentemente dedicata alla sola pesca. Sul porto San Benedetto ha fondato buona parte delle sue fortune economiche, della sua storia e della sua identità. Oggi siamo di fronte ad un bivio, con il settore della pesca in crisi, ma nuove straordinarie opportunità che ci si aprono di fronte. Intendiamo puntare in primo luogo sul “Parco Marino del Piceno” di prossima istituzione, che dovrà tutelare le attività produttive generalmente intese: sia la pesca, sia nuove attività. Il porto dovrà diventare il centro della vita cittadina, anche per la vita extralavorativa.
La città di San Benedetto dovrà far parte del “Distretto della pesca” che la Regione Marche intende costituire. Andranno inoltre sottoscritti accordi con le città rivierasche slave per concertare metodiche di pesca meno invasive e programmando più utili e razionali periodi di riposo. Con il Cerf (“Consorzio europeo di ricerca e formazione tecnologie della pesca marittima”) e Asteria (“Agenzia per lo sviluppo tecnologico e la ricerca applicata”) andranno sviluppati piani per la pesca selettiva, la tutela della costa, le scogliere, il dragaggio dei fondali del porto, la lotta
all’inquinamento.
La nuova darsena ne accentuerà la dimensione turistica. Ma anche nuovi servizi, come i collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico, e la vita culturale in generale, potranno gravitare intorno a quest’area. Il modello di riferimento è ciò che è avvenuto nelle città di Genova o di Lisbona, con riqualificazioni importanti, imponenti acquari, e altre attività, che hanno fatto del porto un punto di riferimento per tutti: cittadini, turisti, lavoratori, imprenditori, uomini di cultura. Pensiamo quindi a nuove attività come i “bed & breakfast sul mare”, da incentivare opportunamente, o ai progetti che potranno trovare spazio all’interno del nuovo “Piano regolatore del porto”. Il dibattito, come si vede, potrà svolgersi in sedi specifiche, ciò che dovrebbe favorire la ricchezza e lo scambio di idee. In questo come in altri settori, d’altra parte, la città di San Benedetto si aprirà ai migliori contributi di specialisti esterni, oltre che ai suggerimenti degli stessi cittadini, nel quadro della più ampia partecipazione possibile da parte di chi dovrà poi vivere le decisioni prese.

LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTÀ E I PRINCIPALI INTERVENTI PER I TRASPORTI
Alcune zone di San Benedetto hanno bisogno di una riqualificazione che non può più essere rinviata. In particolare le due principali zone degradate, ovvero il torrente Albula, sul quale è già incorso uno studio idraulico, e le piazze San Giovanni e Garibaldi, per le quali pure è avviato l’iter che condurrà al rifacimento dei sottosistemi. Per riqualificare queste piazze sarà necessario un concorso di idee, così da programmare interventi di grande qualità in termini estetici e di efficienza rispetto ai problemi del traffico e dei parcheggi. Qui e in altre strade cittadine sarà necessario risolvere il problema degli allagamenti. Al Paese Alto, invece, la messa in sicurezza riguarda il problema delle grotte.
Occorrerà riprendere e aggiornare gli studi fatti e passare da questa fase a quella degli interventi concreti, per evitare il rischio di crolli. Andrà inoltre terminata la riqualificazione del lungomare, fino all’Albula. Un progetto, peraltro, che non potrà prescindere dal nuovo Piano regolatore generale.
Un problema particolarmente grave in città è quello della viabilità e dei trasporti, che si lega peraltro a quello piuttosto grave dell’inquinamento dell’aria.
Una prima risposta verrà tramite un apposito “Ufficio del traffico”, cui sarà affidato il compito di monitorare costantemente la situazione del traffico e le criticità sulle strade cittadine. Sarà inoltre necessario istituire uno “Sportello Europa”, attraverso il quale vengano intercettati finanziamenti comunitari per progetti come parcheggi scambiatori e altri, utili a decongestionare il traffico ed incentivare il trasporto pubblico e cumulativo.
L’intervento più impegnativo, da questo punto di vista, sarà certamente quello della metropolitana di superficie, che comporterà in primo luogo la realizzazione di un sottopasso e dunque l’eliminazione dell’attuale passaggio a livello di via Pasubio. Il progetto è seguito per competenza dalla Provincia di Ascoli Piceno, ma è evidente che il Comune di San Benedetto dovrà fare con convinzione la sua parte. C’è in secondo luogo il progetto di prosecuzione della bretella Santa Lucia-Ponterotto, che alleggerirà notevolmente il traffico lungo la Strada Statale 16 e contribuirà non poco all’abbattimento dell’inquinamento da PM10. Il potenziamento del trasporto pubblico, del resto, rivestirà un’importanza strategica da questo punto di vista. I mezzi dovranno essere alimentati con sistemi meno inquinanti come il metano e il ricorso ad essi dovrà diventare un fatto culturale diffuso, specie all’ingresso e all’uscita del lavoro, onde evitare code ed incolonnamenti sulla sopraelevata verso sud e sulla Statale 16 verso nord. Oltre che sulla metropolitana di superficie e su un trasporto pubblico realmente efficiente e poco inquinante, l’abbattimento dell’inquinamento dell’aria e il decongestionamento delle strade cittadine dal traffico non potrà non passare per una presa di coscienza da parte dei cittadini delle ridotte dimensioni della nostra città, per cui è necessario un cambiamento culturale che induca ad usare di più mezzi di trasporto come la bicicletta, se non addirittura gli spostamenti a piedi, almeno su distanze che in città più grandi sembrerebbero ben ridotte.

L’AMBIENTE
La qualità della vita dei cittadini e dei turisti in una città non può prescindere dalla qualità dei suoi spazi, in particolare dal numero e dalla cura riservate alle aree verdi, magari attrezzate per potervi esercitare attività sportive. Zone che assumono una grande importanza anche da un punto di vista economico e turistico in particolare. Pensiamo in primo luogo all’opportunità che oggi abbiamo, dopo l’istituzione della “Riserva naturale della Sentina”, che rappresenta una sorta di continuità sulla terra ferma rispetto al Parco marino del Piceno. Un’attenzione particolare dovrà essere riservata alla tutela e al recupero di un paesaggio naturale straordinario, popolato di specie animali in alcuni casi rare e protette, oltre che di alcune costruzioni storiche, come la torre risalente al XVI° secolo. La valenza
naturalistico-turistica di questa zona è enorme e verrà certamente valorizzata da quel sistema di piste ciclabili che metterà in comunicazione Ascoli e la costa, San Benedetto e l’Abruzzo, di là del fiume Tronto.
Fa ugualmente parte della percezione che residenti e turisti hanno di una città il livello di pulizia che si riscontra non solo nelle strade, ma anche (nel caso di una città turistica come San Benedetto) lungo i corsi d’acqua, sulla spiaggia e quindi al mare. Una cura che si riflette direttamente nell’ottenimento della “Bandiera blu” di certificazione ambientale. Un riconoscimento ormai indispensabile in chiave turistica.
La cura dell’ambiente non potrà conoscere distrazioni. La raccolta della nettezza urbana e l’igiene pubblica vanno anzi programmate attentamente, con un impegno specifico sul versante della raccolta differenziata, strumento prezioso per l’ambiente e per le stesse attività produttive. Un tema che richiama quello delle energie alternative, da favorire e incentivare.
Tutto questo richiede inoltre un contatto costante con il territorio. Gli spazi cittadini, d’altra parte, dovranno essere divisi secondo i bisogni tra tutti i cittadini e gli utenti della città. Per questo non possiamo trascurare neppure gli spazi riservati agli animali e in generale un’adeguata tutela degli animali. Tutti aspetti che non possono prescindere da un’adeguata educazione ambientale, da perseguire e curare, sin dagli istituti scolastici. L’impegno dei cittadini sarà preziosismo per contrastare forme di inquinamento diverse, come quello acustico, sensibile in particolare durante
l’estate. L’inquinamento elettromagnetico è invece un tema che dovrà essere affrontato con particolare riferimento al problema della sottostazione di via Piemonte e delle antenne per la telefonia mobile.
San Benedetto ha conosciuto in passato, fino ad anni recenti, il problema degli straripamenti dei corsi d’acqua. Disastroso quello del Tronto nel 1992. Le politiche ambientali, come si vede anche solo da quest’ultimo esempio, rivestono un’importanza strategica, anche solo in fase di prevenzione. L’impegno da questo punto di vista è alla cura dei corsi d’acqua. Ma neppure va dimenticata l’importanza di un efficiente servizio di Protezione civile, la cui struttura, a San Benedetto, è stata recentemente potenziata con una sede e un gruppo di volontari. Anche questo servizio andrà incrementato.
LO SPORT
Una delle grandi tradizioni della città di San Benedetto riguarda i successi sportivi, da quelli calcistici, con una squadra locale che ha fatto conoscere il nome della città in tutta Italia, a quelli negli sport ingiustamente definiti “minori”, a cominciare dal pattinaggio. Nella nostra città vengono praticate quasi tutte le discipline sportive. Per altre, come lo sci, sono vivi e vitali i rapporti con la Federazione nazionale, che porta le squadre nazionali ad effettuare da noi, in estate, la preparazione in palestra, detta “a secco”.
L’impegno dell’amministrazione sarà quello di favorire la pratica sportiva a tutti i livelli, dai singoli cittadini, alle associazioni, alle scuole. D’altra parte lo sport riveste un’importanza strategica anche dal punto di vista turistico, come abbiamo verificato in passato. Questo richiede alla città un impegno non solo dal punto di vista delle strutture ricettive, ma anche da quello degli impianti sportivi, che vanno curati e potenziati.
La nostra città deve riprendere slancio. Deve tornare a immaginare, programmare e realizzare il proprio futuro, affinché i giovani possano vivere qui la propria vita, invertendo l’attuale tendenza che li vede invece, sempre più, restare a lavorare nelle città sedi universitarie in cui hanno compiuto gli studi. Nel corso del Novecento San Benedetto ha conosciuto un impetuoso sviluppo economico. Da questo sviluppo tutti hanno ricevuto un’opportunità di lavoro e di realizzazione personale, compresi i molti che sono venuti a vivere qui da centri più o meno vicini.

San Benedetto torni quindi ad essere una città aperta e una città viva.
Dalla residenza municipale, 18/10/2006

Scarica qui il programma di mandato 2006-2011 in .pdf

Leggi qui gli OBIETTIVI RAGGIUNTI dall’Amministrazione Gaspari

Obiettivi Raggiunti

Al link sottostante è possibile consultare i risultati certificati dal Controllo di gestione, il servizio del Comune che ha il compito di “tenere sotto controllo” gli obiettivi indicati nei Piani Esecutivi di Gestione (PEG). Il PEG è il documento che, ogni anno, indica quali sono gli obiettivi che ogni settore del Comune si prefigge di …

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